Mondi opposti Macron-Trump a 100 anni dalla Grande guerra

I due presidenti divisi su difesa europea, Iran, ambiente e commercio. E Donald diserta il forum dei leader mondiali

Roberto Fabbri

Lasciati temporaneamente in patria i numerosi dossier che lo affliggono - dal Russiagate al coinvolgimento nel caso della pornostar Stormy Daniels, dallo stop all'oleodotto XL Keystone alla perenne lite con i giornalisti - Donald Trump è sbarcato a Parigi, dove oggi si celebrerà il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, preceduto da uno dei suoi ormai classici tweet provocatori: un pesante attacco al suo ospite Emmanuel Macron, che lo attendeva all'Eliseo.

Tema del messaggio - come sempre rivolto alla sua base elettorale negli Stati Uniti - la presunta intenzione di Macron di organizzare autonome forze armate europee anche in funzione antiamericana. Il presidente americano si è lamentato della «grave offesa» e ne ha approfittato per tornare a spronare uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti, quello degli europei che non pagano abbastanza per farsi difendere dalle forze armate Usa.

Così, quando i due presidenti-rivali si sono incontrati sulle scale della residenza di Macron, c'era un motivo in più ad alimentare le tensioni che li dividono. Macron ha dovuto chiarire quello che sicuramente il furbo Trump sapeva già, e cioè che non ha ovviamente alcuna intenzione di considerare le auspicate forze armate europee autosufficienti come uno strumento antiamericano (semmai, comprensibilmente, Macron le considera una necessaria misura di autotutela, considerata la poco rassicurante attitudine di Trump verso la Nato). L'Europa ha il diritto e il dovere di difendersi da sé, ha detto il presidente francese, ma la Nato rimane solida cornice comune, ed è giusto che ciascuno vi contribuisca secondo le sue possibilità.

All'Eliseo, Trump e Macron hanno fatto del loro meglio per mostrarsi vicini: il presidente Usa ha detto di volere «un'Europa forte» e ha assicurato che lui e Macron sarebbero diventati negli anni «ottimi amici». La realtà sotto gli occhi degli osservatori dice però cose diverse. Trump e Macron incarnano posizioni opposte su un gran numero di questioni fondamentali, con la sola sostanziale eccezione della lotta comune al terrorismo. Trump parla di Europa forte, ma è solo uno slogan: in realtà lavora per dividerla allo scopo di ottenere vantaggi commerciali e politici per Washington; Macron si sforza invece di rappresentare la guida politica di un'Europa coesa in grado di sostenere la competizione commerciale e geopolitica con gli altri colossi mondiali, Stati Uniti, Cina e Russia.

Le posizioni dei due leader sono agli antipodi anche sul tema delle sanzioni all'Iran, su quello delle politiche ambientali, sul commercio internazionale e più in generale sulla gestione delle relazioni internazionali: Macron è un multilateralista, al contrario di Trump. Non sorprende dunque che il presidente americano abbia declinato l'invito a partecipare al forum internazionale dedicato alla governance mondiale, organizzato per oggi da Macron, e al quale prenderanno invece parte ospiti di primo piano delle celebrazioni odierne come il presidente russo Vladimir Putin e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

In attesa delle solenni celebrazioni odierne, ieri Macron e la Merkel hanno scoperto insieme una targa commemorativa a Compiegne, sul luogo dove cento anni fa la Germania firmò l'armistizio. I leader francese e tedesco si sono poi brevemente abbracciati, seguendo le orme di François Mitterrand e di Helmut Kohl che nel 1984 si tennero per mano al memoriale di Verdun, luogo di uno dei più spaventosi massacri della Grande Guerra.