"Monnezzopoli" in Campania A Torre del Greco il sindaco finisce in manette

Il primo cittadino, accusato di truffa e corruzione, s'era avvicinato a Salvini. L'imbarazzo della Lega

Roma L'ennesima inchiesta sui rifiuti in Campania finisce per lambire la Lega. «Colpa» dell'avvicinamento al Carroccio del sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello, fulminato dal progetto di espansione al Sud di Salvini e, ieri, finito in manette con le accuse di corruzione, truffa e falso in atto pubblico.

Il primo cittadino, secondo la procura, avrebbe con una serie di stratagemmi estromesso la ditta che aveva vinto l'appalto per la raccolta rifiuti nel comune campano favorendo invece la «Fratelli Balsamo srl», che in cambio di quello che gli inquirenti definiscono «mercimonio» da parte del sindaco, avrebbe ripagato quest'ultimo con denaro sonante, consegnato «nel corso di incontri mensili - si legge nell'ordinanza - che avvenivano il luoghi appartati, privi di copertura dei cellulari, mediante passaggi da un'auto all'altra».

Borriello, un passato nella Dc e poi in Forza Italia, con la quale era stato eletto alla Camera nel 2001, aveva recentemente manifestato l'intenzione di ricandidarsi per Montecitorio, avvicinandosi stavolta alla Lega di Matteo Salvini, accanto al quale si era fatto immortalare in occasione del comizio del leader del Carroccio a Napoli, a marzo scorso. Sembra insomma che il progetto leghista di espansione al centro-sud rischi di incontrare gli stessi problemi denunciati a suo tempo da Umberto Bossi, quando il Senatùr aveva, all'inizio del nuovo millennio, accarezzato a sua volta l'idea di esportare anche al Centro e al Sud del Bel Paese il progetto federalista del Carroccio. All'epoca, il tentativo passò per la fondazione di Lega Centro e Lega Sud, poi confluite a maggio 2002 nella Lega Italia Federale. Il progetto però si arenò. E lo stesso Bossi avrebbe confidato alla sua cerchia di non voler più insistere perché con un partito dalla fortissima identità territoriale, radicato profondamente nel Nord, secondo il fondatore lo sbarco al Mezzogiorno significava affidarsi del tutto a estranei al movimento o a gente scartata da altri partiti, senza mantenere la possibilità reale di governare la branca meridionale del Carroccio dal vertice.

Quando Salvini ha rilanciato il progetto, Bossi non ha mai fatto mistero di non essere d'accordo, e non è certo il solo all'interno della Lega a manifestare perplessità verso la discesa al Sud del nuovo segretario. E adesso il sindaco «leghista» di Torre del Greco finito in manette per corruzione finisce per coinvolgere, suo malgrado, il Carroccio, lambito da «Monnezzopoli» al primo tentativo appena abbozzato di affaccio nel meridione. Una bella magagna per Salvini, che si scontra con gli stessi problemi che avevano fermato Bossi appena qualche lustro fa.

Basterà l'indagine a carico di Borriello, leghista in pectore, a stoppare le ambizioni meridionaliste di Salvini?