Morire per gonfiarsi i muscoli. Caccia al doping "avvelenato"

L'atleta ha smesso di respirare dopo sette giorni di coma. Un altro è grave Sul mercato clandestino potrebbe essere finita una sostanza altamente nociva

È rimasto in coma per una settimana, i medici hanno fatto di tutto per salvarlo ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Gianni Racano, 30 anni, culturista foggiano, è morto nell'ospedale San Paolo di Bari, dove era stato trasferito d'urgenza. E adesso sulla tragedia si affaccia il sospetto che l'uomo possa aver assunto sostanze pericolose per la salute in vista di una gara di body building che si disputerà a giugno. Un'ipotesi che prende sempre maggiore consistenza con il passare delle ore, considerato anche che un altro culturista di 50 anni è ricoverato in gravi condizioni dopo un malore: non è in pericolo di vita.

La Procura di Foggia ha aperto un'inchiesta. Le indagini sono condotte da polizia mobile e guardia di finanza, che hanno fatto scattare una serie di perquisizioni in palestre e appartamenti privati. L'obiettivo è ricostruire le cause della morte del trentenne, ma anche scongiurare il rischio che altri atleti possano ingerire quel tipo di prodotti. Alcuni medicinali sono già stati sequestrati per essere analizzati. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo; tuttavia, secondo indiscrezioni, due persone sarebbero già state iscritte nel registro degli indagati. L'ipotesi di reato avanzata dal pm è morte come conseguenza di un altro delitto. Nel frattempo, proseguono le indagini per ricostruire tutte le tappe della tragedia, venuta fuori soltanto ieri anche se risale a quasi tre settimane fa. Racano si è sentito male il 7 aprile. Il trentenne in un primo momento è stato ricoverato agli Ospedali Riuniti di Foggia. Le sue condizioni sono apparse subito critiche e si sono rapidamente aggravate. L'uomo, in coma farmacologico indotto, è stato trasportato d'urgenza a Bari. Ma il quadro clinico non è migliorato e per lui non c'è stato niente da fare; l'altro culturista è sempre grave, i medici però lo hanno dichiarato fuori pericolo.

I genitori della vittima hanno presentato denuncia. Gli investigatori hanno subito imboccato la pista del doping. Secondo polizia e guardia di finanza, i malori che hanno colpito gli atleti con ogni probabilità sono collegati. Il sospetto è che possa essere finito sul mercato clandestino un lotto di medicinali ad alto rischio per la salute, un affare gestito da trafficanti di anabolizzanti e altri prodotti proibiti. Tra poco più di un mese a Foggia è prevista una competizione agonistica di body building e altri atleti potrebbero essere venuti a contatto con quelle soastanze. Ecco perché le indagini si sono trasformate in una corsa contro il tempo.

Commenti

cecco61

Dom, 24/04/2016 - 10:15

Capisco il dolore per la perdita del figlio ma, i genitori, hanno sporto denuncia contro chi? Avvelenati o meno, steroidi e anabolizzanti minano comunque la salute e i soggetti in questione li assumevano di loro spontanea volontà.

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Dom, 24/04/2016 - 11:45

Nessuna pietá per questi capponi tutto fisico e niente cervello ... Sono il prodotto di una societá degradata, senza valori e senza futuro.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Dom, 24/04/2016 - 12:56

Trattasi, soltanto, di selezione naturale.

giottin

Dom, 24/04/2016 - 13:31

Ben gli sta e come ha ricordato cadaques, i capponi in genere fanno questa fine!