Dalla Morositas alle Dietorelle i miti che si sciolgono in bocca

Alla base di zuccherosi successi anche slogan tormentoni e canzoncine cult

Simonetta Caminiti Morbida la vita? I bambini, gli adolescenti, ma anche, perché no, i genitori e i nonni negli anni Ottanta sanno bene di cosa parliamo. Era lo slogan di uno spot tormentone: quello delle caramelle alla liquirizia più in voga in quel decennio, il cui simbolo televisivo diventava, per l'occasione, una splendida ragazza afro-americana poco vestita e straordinariamente sorridente. Ma le Morositas non sono state le uniche caramelle a cavalcare un'epoca. Pillole di storia da mettere sotto i denti. Impossibile dimenticare l'attore che, con l'accento siciliano, annunciava un allusivo: «Io ce l'ho profumato». «Eh?!» Replicava basita una ragazza; «L'alito!», precisava allora lui. E le raccontava di come Mental il celebre marchio di mentine lo aiutasse ad avere una bocca sempre fresca. E quella che «non è una gomma, non è una caramella: ma allora che cos'è?». Fruittella, intoneranno in coro gli appassionati della tv e i frequentatori dei bar (tanto più se con pupi al seguito) di una ventina abbondante di anni fa. Impossibile non conoscere le caramelle mou (il cui gusto è anche il cuore dell'omonima salsa, a base di panna e zucchero). E c'è chi questo gusto lo ha cristallizzato, ne ha fatto la punta di diamante di un marchio che oggi ha le sue varianti al caffè, alla fragola, o addirittura senza zucchero: le tanto amate Alpenliebe. La caramella, lanciata sul mercato da Perfetti, nel 1985, ha avuto tra i testimonial negli anni Novanta Ezio Greggio e una mucca (la mucca Gilda), che hanno portato sotto i riflettori un vero e proprio cult. Era il 2010 quando le Alpenliebe si facevano sponsor di una serie di flash-mob all'Eurochocolate di Perugia. Poi c'erano e ci sono ancora le vitaminiche, piccole e colorate Zigulì. L'appuntamento più ghiotto con la farmacia che bambini e adulti si concedono dagli anni Sessanta. Oggi hanno un sito-web interattivo che porta i più piccoli nel regno di Zigulandia (anche i prodotti storici si svecchiano e scendono a compromessi con l'evoluzione del marketing). E le caramelle delle donne? Senza dubbio, le famigerate Dietorelle. «Un mondo colorato, un mondo divertente, pieno di allegria», cantava una voce femminile nel 1991, mentre si snodavano le immagini di una giovane donna in bikini rosso che riemergeva dal mare. Antesignano di un boom che ha invaso moltissimi marchi italiani quello delle caramelle edulcorate senza zucchero le Dietorelle erano, non a caso, lo sponsor di trasmissioni come «Non è la Rai». Le Golia (le uniche liquirizie italiane col nome del gigante) sono distribuite dal 1945. E avevano il loro spazio nel Carosello degli anni Sessanta: «Golia è l'aria che arriva in gola». Non solo Rossana, dunque, passa alla storia come l'insostituibile dose di zuccheri da spogliare e mordere, regalare e ricordare. La storia di un Paese nel cuore di una caramella.