Morto il giornalista Liuzzi: dolore bipartisan

Il dolore dei colleghi: «Era un vero cronista». Messaggi da Renzi e Berlusconi

A Roma è morto improvvisamente, nella notte tra martedì e mercoledì, Emiliano Liuzzi, cronista del Fatto quotidiano. Aveva 46 anni, due figli. Lo ha annunciato il sito del giornale, che ha aperto con la scritta «Ciao Emiliano».

Livornese, professionista dal 1995, con un master alla Columbus University, Liuzzi ha diretto il Corriere di Livorno. Nel 2011 era diventato responsabile della sezione Emilia Romagna de ilfattoquotidiano.it e nel 2013 aveva partecipato alla nascita de Il Fatto del Lunedì. «Ci si fa un pezzetto. Emiliano avrebbe detto così. Diceva sempre così. Faceva sempre così. Perché era un cronista. E così facciamo anche noi, che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorarci insieme». Inizia così il ricordo di Liuzzi, che Ilfattoquotidiano.it ha pubblicato in apertura del sito. Nell'articolo, corredato dal ricordo di alcuni colleghi del quotidiano, viene richiamata la biografia che lo stesso Liuzzi aveva scritto per il suo blog: «Sono arrivato al Fatto grazie a Peter Gomez. È il tuo posto, mi ha detto un anziano collega. Probabile che ti stessero aspettando».

Tante le testimonianze di amicizia, ricordi e cordoglio bipartisan online e non soltanto, arrivate dal mondo del giornalismo e dalla politica. Messaggi dai leader di governo e di partito. Il premier Matteo Renzi ha espresso, con un biglietto scritto di suo pugno, il suo cordoglio per la morte di Liuzzi al direttore Marco Travaglio, alla redazione del Fatto Quotidiano e ai familiari del giornalista. Il premier aveva incontrato Liuzzi recentemente. In occasione, un mese fa, dell'intervista con Barbara D'Urso per Domenica Live.

Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha dichiarato: «Di Liuzzi conservo il ricordo di una persona sensibile e di un giornalista capace di discernere le opinioni dai fatti. Ai suoi figli, ai famigliari e alla redazione del Fatto Quotidiano esprimo tutta la mia vicinanza».

RC