È morto Masaya Nakamura Addio al padre (spirituale) del videogioco «Pac-Man»

Marco Accordi Rickards

Si è spento lo scorso 22 gennaio, ma la notizia del suo decesso è stata resa pubblica soltanto ieri: Masaya Nakamura, 91 anni, aveva fondato nel 1955 la Nakamura Amusement Machine Manufacturing Company, nota come Namco, azienda dedicata alla costruzione di attrazioni per parchi gioco poi passata nel corso degli anni '70 ai videogiochi. Moltissimi i titoli di successo, vecchi e nuovi, per un'azienda con oltre 40 anni di attività nel settore dei games, ma uno su tutti è quello che ha reso immortale il suo fondatore Nakamura: «Pac-Man». Ideato da Toru Iwatani nel 1980, «Pac-Man» non è soltanto uno dei più grandi successi da sala giochi di tutti i tempi, ma il primo vero protagonista della storia dei videogiochi con una sua identità. Non più generici uomini, macchine o piccole astronavi, ma un eroe con un volto e un carattere tutto suo.

Il personaggio creato dall'azienda di Masaya Nakamura aveva le caratteristiche ideali per diventare un'icona immortale. Semplice nella forma, trattandosi di una piccola sfera gialla con una bocca che si apre e si chiude freneticamente, «Pac-Man» vive intrappolato in un labirinto, che deve ripulire mangiando tanti piccoli puntini disseminati lungo il cammino, evitando al tempo stesso di essere catturato da implacabili fantasmini colorati, perennemente sulle sue tracce. Il gioco, tuttora popolarissimo e approdato su qualsiasi piattaforma, dagli arcade ai cellulari, dai pc alle console casalinghe, rappresentò un'autentica rivoluzione, proponendo una tematica non violenta e catturando il pubblico delle donne restio ai videogiochi. Leggendaria, poi, l'origine della sua forma caratteristica: l'autore, appena mangiata la prima fetta della sua pizza in un ristorante di Tokyo, guardò il piatto davanti a sé e vide la sagoma di quello che sarebbe poi diventato «Pac-Man». Il gioco è diventato oggetto da museo, dal Moma di New York e al Vigamus di Roma.

Ma l'eredità di Nakamura va oltre «Pac-Man». Namco, che da settembre 2005 si è fusa con un altro colosso giapponese dell'intrattenimento, diventando Bandai Namco, è detentrice di alcune delle serie più popolari al mondo come «Gundam», «Dark Souls» e «Tekken». «Per Bandai Namco, Nakamura non è stato solo un pioniere del videogame inteso come tecnologia applicata al divertimento - dice Christian Born, capo della filiale italiana della multinazionale nipponica, - ma il creatore di quella cultura del videogioco che ha reso il mezzo sempre più popolare e a portata di tutti. Ringraziamo tutti i fan italiani che, in queste ore, lo stanno omaggiando sui social».