Morto Oliver, il cavallo dei turisti

Caldo e fatica, l'animale è stramazzato sull'asfalto. Ed è polemica

Nemmeno il caldo torrido degli scorsi giorni, con temperature che hanno superato i 40 gradi ha fermato chi utilizzava il cavallo Oliver per far fare ai turisti il giro panoramico di Messina. L'asfalto rovente e le temperature record non sono state fonte di riflessione per quei vacanzieri che no, al giro col cavallo, non si rinuncia. Anche se sotto quel sole si scoppia. Una «corsa» tira l'altra, Oliver è stramazzato al suolo in via Vittorio Emanuele, tra i visi perduti dei turisti, che forse, finalmente, hanno riflettuto, lo sguardo incredulo del suo proprietario, che avrebbe dovuto prevedere la sofferenza dell'animale e non l'ha fatto, la commozione di chi si è visto impotente di fronte allo strazio papabile di quel grande cavallo nero che boccheggiava e non riusciva a rialzarsi da terra. Fiaccato dal sole cocente, affaticato all'inverosimile, Oliver è stato soccorso dai veterinari dell'Asp, l'Azienda sanitaria provinciale, e del Dipartimento di Veterinaria dell'Università di Messina. Sono accorsi gli animalisti. Qualcuno lo ha bagnato con l'acqua che aveva in bottiglia. E si è creduto che si stesse riprendendo. Ma non è stato così.

Complici le temperature infuocate degli scorsi giorni, a ucciderlo è stata l'indifferenza. Quella con cui è stato condotto al lavoro come ogni giorno, sotto la pioggia o sotto il sole, e quella di chi non è sensibile ai patimenti altrui, specie se di un animale, e paga per visitare la città in calesse o carrozza. «È un divertimento anacronistico che comporta enormi sofferenze per i cavalli, costretti a portare un carico che supera gli 800 chili, sotto il sole cocente in estate ed esposti alla pioggia d'inverno, tra i rumori del traffico che li spaventa commenta Alessandra Parrinelli, commissario della sezione Enpa di Messina -. Tutto questo nel 2017 è inammissibile».

Come troppo spesso accade, ci doveva scappare il morto prima che le istituzioni si dessero una mossa. Il Comune ha emanato un'ordinanza che proibisce l'utilizzo dei cavalli per trasporto turistico o per attività ludiche/sportive quando le temperature mettono a rischio la salute dell'animale". Certo che proibire questa pratica sempre, sarebbe stato chiedere troppo. Come troppo, in un paese sensibile e rispettoso degli animali, sarebbe chiedere una regolamentazione da parte del governo, onde evitare interpretazioni soggettive delle ordinanze comunali, quando queste ci sono.

Andrebbero disciplinate tutte le pratiche e le feste in cui si utilizzano gli animali. In Sicilia ma pure nel resto dello Stivale - ve ne sono ancora parecchie. Tra quelle dell'isola va ricordata per la sua unicità menzionata dai media di tutto il mondo la festa di San Giuseppe a Scicli, nel Ragusano. Se al folklore dei cavalli «bardati» con manti artistici realizzati tessendo miriadi di fiori di violaciocca su trama di juta si unisse un regolamento che prevede un alleggerimento delle bardature e pugno duro per tutti quelli che, malgrado l'ordinanza di divieto emessa ogni anno, vanno per le vie della città col cavallo non bardato (dunque non regolarmente iscritti alla sfilata) allora sarebbe sicuramente più bello e più sicuro. È capitato, infatti, che i cavalli, spaventati dai rumori, siano scappati scalciando, con rischio per i pedoni, o scivolando in strada. Parecchi anni fa è morto un cavallo.

Commenti

Korintos

Mer, 16/08/2017 - 09:06

Si ma il proprietario del cavallo andrebbe processato e messo in carcere per almeno una decina d'anni. Lasciato a pane e acqua ed in isolamento diurno per almeno sei anni. Magari fa la fine del povero cavallo.