Mosca, Madrid, Bruxelles: terrore al check-in

Fausto Biloslavo

Prima le raffiche di mitra, kalashnikov, l'arma preferita dai terroristi. Poi due esplosioni, una dietro l'altra degli assalitori suicidi forse seguaci della bandiere nere o separatisti curdi. Ieri sera è scoppiato l'inferno all'aeroporto Ataturk di Istanbul. A terra sono rimasti almeno ventotto corpi e altre 60 persone risultano ferite. Sei risultano gravi. L'obiettivo era lo scalo internazionale, punto di passaggio per tanti passeggeri occidentali. Un atto di guerra scelto non a caso. Si colpiscono i turchi ed il mondo libero per la guerra in Siria o il pugno di ferro contro i curdi.

I terroristi erano sicuramente due, ma lacune fonti parlano di quattro. Due sono saltati in aria, un terzo sarebbe stato prima bloccato da un poliziotto che lo ha gettato per terra e ha ingaggiato un corpo a corpo con il terrorista prima che questo si facesse saltare in aria come gli altri due. Lo ha riferito un giornalista di Nbc News, citando un testimone oculare. Forse un altro, l'ultimo, ha cercato di fuggire o è rimasto annidato nello scalo.

I primi filmati girati dai telefonini mostrano donne che urlano e non sanno dove scappare. Degli uomini, forse della sicurezza, intimano ai turisti «seat down, seat down», sedetevi, sedetevi. E tutti si accucciano a terra mentre risuonano degli spari.

La prima ricostruzione indica che almeno due terroristi sono arrivati fino allo scalo internazionale dell'aeroporto vicino alla zona europea di Istanbul. Non è chiaro se le forze di sicurezza li hanno individuati subito, ma è scoppiata un furioso scontro a fuoco. Gli assalitori, armati di kalashnikov hanno sparato contro gli agenti e nel mucchio di passeggeri in transito. Secondo testimoni oculari uno di loro, in particolare, ha aperto il fuoco in maniera indiscriminata fra la folla. Una carneficina con i passeggeri terrorizzati che saranno caduti come birilli, ma il peggio doveva ancora arrivare.

Lo scalo è un porto di mare dove transitano di continuo migliaia di persone da tutto il mondo. Molti sono occidentali, come chi vi scrive, che è passato tante volte per l'aeroporto Ataturk, non più tardi dello scorso mese. I terroristi cercavano occidentali da ammazzare per finire sulle prima pagine di tutte il mondo. La sparatoria è iniziata nella zona dove arrivano i taxi, ma dopo le raffiche si sono sentite due potenti esplosioni. Una volta individuati i kamikaze hanno azionato il detonatore dei giubbotti esplosivi che indossavano per farsi saltare in aria. Morte e distruzione hanno colpito almeno nel raggio di un centinaio di metri.

Alcune foto scattate con i cellulari mostrano una devastazione assoluta. Un terrorista suicida ha fatto un buco nel pavimento con l'esplosione. I pannelli del soffitto sono crollati, come nell'attacco di marzo all'aeroporto di Bruxelles. Fumo e desolazione ovunque, ma qualcuno è riuscito a fotografare uno dei kalashnikov abbandonato a terra ed utilizzato nell'attacco. I due caricatori sono tenuti assieme dal nastro adesivo, come fanno i veterani della guerra in Siria. Feriti e moribondi sono stati soccorsi per primi dai tassisti, che hanno portato le vittime in ospedale.

Altri filmati mostrano soldati turchi in tenuta da combattimento che corrono verso lo scalo armi in pugno, ma con molta attenzione, come se temessero dei cecchini. Una fiumana di gente fugge nel senso contrario. Le mamme tengono stretti i bambini, che piangono. Nel caos tutti cercano di salvarsi la pelle.

Sulla scena dell'attacco arrivano i blindati dell'antiterrorismo e decine di ambulanza a sirene spiegate. Il ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, conferma che i morti sono almeno 10. I feriti sono una sessantina, ma sei in gravi condizioni. Il premier Binali Yildirim ha convocato l'unità di crisi. La Farnesina si è attivata per capire se fra le vittime oppure i feriti ci sono degli italiani. L'aeroporto è stato chiuso ed evacuato. Il timore è che qualche terrorista ancora vivo possa scappare o continuare a colpire. Oppure, ancora peggio, che all'esterno siano annidate cellule con missili terra aria a spalla per abbattere i voli in arrivo. Una segnalazione sui terroristi delle bandiere nere, che è arrivata dalla Siria.

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