Mozambico devastato, almeno 300 morti. E ora c'è il rischio di un'epidemia di colera

Sono almeno 300 le persone morte a causa del ciclone Idai che ha colpito la scorsa settimana l'Africa australe. In Mozambico, il Paese più colpito dal ciclone, il presidente Filipe Nyusi ha confermato «già oltre 200 morti». Nel vicino Zimbabwe i morti sono un centinaio ma il bilancio potrebbe triplicare, secondo il ministro del Governo locale, July Moyo. Il Mozambico, tra i Paesi più poveri al mondo, era stato colpito da inondazioni a febbraio e marzo del 2000, quando erano morte circa 800 persone, almeno 50mila erano rimaste senza casa e due milioni avevano subito danni e conseguenze. Nel frattempo il ministero dell'Ambiente ha calcolato che nel centro del Paese una superficie con raggio di 100 chilometri è del tutto allagata e circa 350mila abitanti sono bloccati dall'acqua. Varie dighe minacciano di cedere, mentre il livello dell'acqua che contengono è salito al massimo. Le persone che abitano nei pressi dei fiumi sono state invitate dal governo ad andarsene, anche perché non è escluso che le dighe debbano essere aperte. Come se non bastasse il rischio di un'epidemia di colera è fortissimo per la contaminazione delle acque.