«Museo Mussolini? No, il duce sarà una comparsa»

Il governo conferma il finanziamento: «Ma rifiutiamo l'apologia del Fascismo»

Nino MateriUn «museo del fascismo» a Predappio finanziato dal governo? L'indiscrezione arriva da La Stampa che ieri ha titolato in prima pagina: «Soldi pubblici per il museo su Mussolini». Una sorta di «marcia su Roma» politically scorrect. E così da Palazzo Chigi hanno subito smentito. Non proprio con un ducesco «Me ne frego!», ma con un più burocratico: «in realtà non c'è nessun progetto specifico sul Duce e il Fascismo, ma un proframma ben più ampio sul 900 in cui ovviamente troverà posto anche la storia del Ventennio». A pronunciare la frase che «maganella» gli entusiasmi di tutti i fan di Benito, è Antonio Funiciello, portavoce del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti; il quale Lotti - secondo il resoconto dell'inviato del quotidiano torinese - «si sarebbe incaricato di visionare la struttura per conto dell'Esecutivo». Ma ora si scopre che il fantomatico «museo del fascismo» non conquisterà nessun «posto al sole». Tuttavia la notizia sul «museo nato coi soldi del governo e benedetto dalla sinistra» (il sindaco di Predappio è del Pd) ha scatenato un «virile» dibattito sul web, costringendo il «Minculpop» renziano a vergare «veline» riparatrici. «Non so da dove sia venuta fuori questa formula del museo - spiega Funiciello al Giornale -. Il pezzo della Stampa è abbastanza impreciso. L'idea del progetto in realtà è questa: nella vecchia Casa del Fascio vorremmo costruire un centro polivalente, che comprenda da una parte un polo museale sulla storia della prima metà del Novecento - dall'età giolittiana alla Costituzione - e dall'altro un centro studi di alta professionalità scientifica, collegato alla ricerca universitaria». L'intenzione di appoggiare questa iniziativa si iscrive - stando sempre al portavoce del sottosegretario - «nel programma di recupero dei vari luoghi della memoria sparsi per la penisola, per il quale Lotti avrebbe una delega come struttura di missione nata con le celebrazioni per il 150esimo dell'Unità d'Italia, e che al momento si occupa di commemorare il centenario dalla prima guerra mondiale e il 70esimo della nascita della Repubblica». Ok, ma in tutto questo che c'entra il Dux? «In tale quadro si sta provando a ristrutturare alcuni edifici, come quello dell'ex Casa del Fascio a Predappio. A provocare l'equivoco sarebbe stato il fatto che la città natale di Mussolini è considerata, da sempre, il centro del turismo neo e post-fascista d'Italia». Sempre qui infatti, nel 1957, è stato anche tumulato il corpo del dittatore, meta di pellegrinaggi e commemorazioni da parte dei nostalgici del Ventennio: un pittoresco via vai di fez scandito da saluti romani al grido di eja eja alalà che qualcuno ha ribattezzato «turismo nero», nonostante il Municipio locale sia a «guida rossa». Non a caso a rischiare la «purga» ideologica è ora pure il sindaco piddino, Giorgio Frassineti, che, dopo aver caldeggiato il progetto, adesso sembra prenderne le distanze: «Rifiuto totalmente la definizione di museo, sottolineando come l'intento non abbia nulla di apologetico: io sono di sinistra, con una formazione fortemente di sinistra. Per me, parla la mia storia (beh, «storia», è una parola grossa: caro sindaco, non si allarghi...ndr). Comunque non temo critiche e contestazioni». E neppure un bel bicchiere di olio di ricino...