Un musulmano ci farà sognare in Israele

Ogni tanto è possibile essere politicamente scorretti. Con Sanremo non fa male, anzi. Veniamo alla questione: il diciotto di maggio, all'Expo di Tel Aviv, quarantude artisti rappresenteranno i rispettivi Paesi per l'Euro Song Contest, il festival europeo della canzone. Alessandro Mahmood è pronto alla sfida, sarà lui a portare il tricolore, si fa per dire, con la sua canzone Soldi, un titolo che effettivamente rappresenta la massima esigenza contemporanea dell'Italia all'interno dell'Europa e non in fatto di musica e roba del genere. Qui non comanda la troika, qui non c'è Junker che inzufi o Merkel che suggerisca o Macron che insinui, qui conta la voce, contano le note e contano i testi. E qui potrebbe venire il bello: Alessandro il Grande, Mahmood, per l'appunto, è musulmano di fede religiosa, oggi deve ringraziare gli Infedeli che lo hanno votato (quelli delle giurie elitarie) ma come verrà accolto nella terra israeliana? Nessun problema, giurano: ha passaporto italiano, è italiano al cento per cento anche se ha chiarito che il suo stile melodico è un Maroccopop che, senza doverci pensare sù molto, sta alla storia del festival e della musica italiana come Freddie Mercury alla famiglia Windsor. Ma tant'è, ormai l'integrazione si presta all'equivoco e alla spigolatura. Dopo esserci giocati i rapporti diplomatici con il Venezuela e la Francia rischiamo di interrompere le relazioni con Israele? Forse quel passaggio in arabo del testo «Waladi waladi habibi» potrebbe creare sbalordimenti e turbative tra il pubblico che affollerà la sala dell'Expo? Forse l'accenno al ramadan sarà l'occasione di una crisi tra i governi? Ovviamente trattasi di provocazione, prevedo infatti la sollevazione dei soliti idioti (in parte Ultimo ha anche ragione) che sventolano la bandiera della solidarietà ma con chi la pensa diversamente usano, come minimo, il vaffa. Mahmood, dunque, vada pure a Tel Aviv e canti la sua canzone. In sessantadue anni l'Italia ha vinto soltanto due volte, con Gigliola Cinquetti e Toto Cotugno, da Non ho l'età a Insieme. I tempi sono cambiati, oggi l'oriundo egiziano ci fa sognare con i Soldi. Non poteva essere diversamente.