Napolitano: "La riforma della giustizia non è più rinviabile"

Il Presidente della Repubblica ha chiarito che è un nodo essenziale per ridare competitività all'economia

La riforma della giustizia va fatto ora e non è più il tempo di rimandare.

Lo ha chiarito oggi il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, secondo cui "è ormai un nodo essenziale da sciogliere per ridare competitività all'economia". Il sistema italiano, ha detto, è "lento e caotico" e "il funzionamento è largamente insoddisfacente".

Parlando all'insediamento del nuovo Consiglio superiore della magistratura, il Capo dello Stato ha aggiunto che "il Csm, nella sua componente togata, non è un assemblaggio di correnti" e che sono "estenuanti, impropri negoziati nella ricerca di compromessi e malsani bilanciamenti tra correnti".

Commenti
Ritratto di manasse

manasse

Gio, 25/09/2014 - 18:12

è proprio vero per capire la situazione i comunisti ci impiegano un secolo,speriamo che siano un po più veloci nel metter in pratica ciò che con molta fatica sono riusciti a capire

tonipier

Gio, 25/09/2014 - 18:12

" MEGLIO TARDI CHE MAI" L'ITALIA in bancarotta dovuta a questa ingiustizia. Crisi della legge, crisi della giustizia, criminalità. Il naturale impulso dell'uomo volge e si indirizza alla ricerca di attuazione di un ordine politico idoneo ad assicurargli una condizione di vita indenne da motivi di turbamento e di panico.

Ritratto di sailor61

sailor61

Gio, 25/09/2014 - 18:25

beh incredibile ...... se anche re giorgio si rende conto che sono indecenti le trattative ed i mercanteggiamenti per l'elezione di un paio di giudici vuol dire che proprio non si può nascondere la schifezza del sistema!!! E che sia chiaro, non serve solo all'economia SERVE per aver fiducia in un paese, a crederci, per primi i cittadini stessi!!!

tonipier

Gio, 25/09/2014 - 18:34

" DIRITTO, LEGGE E GIUSTIZIA" Le situazioni che si caratterizzano come antitesi o negazione dell'ordine politico costituito: il caos pubblico, la tumultuosità sociale, non possono che risolversi in occasione e ragione di frustazione della vocazione dell'uomo al regolare svolgimento della vita sociale. Il diritto, come garanzia di ordine e di progresso, è sorto contemporaneamente allo sviluppo delle prime forme di organizzazione societaria. Senza un complesso di principi, di canoni regolatori dei modi di essere e di divenire della vita dei consociati in un determinato ambito territoriale, non sarebbero stati possibili la costituzione ed il progresso di alcuna forma di società. Questa è stata indubbiamente la maggiore intuizione dell'uomo, che ha segnato il disvelarsi della sua spiritualità, il primo annunzio della luce della sua intelligenza, l'esercizio più opportuni della sua ragione. Senza la premessa ed il sostegno del diritto la spiritualità, l'autonomia creatrice dell'uomo non avrebbero potuto esprimersi nelle forme più sublimi: la famiglia, la società, la nazione, lo Stato, le organizzazioni di Stati. La validità della intuizione degli antichi Romani, espressa nella formula " ubi societas, ibi jus", trova conferma nella esperienza storica alla quale è possibile attingere. Non vi può essere società senza diritto, come non può concepirsi diritto senza società.

ammazzalupi

Gio, 25/09/2014 - 18:50

Il morituro... se n'è accorto presto, di quanto faccia schifo "questa" giustizia!

scipione

Gio, 25/09/2014 - 18:53

Per quanti anni lo ha ripetuto Berlusconi ? Ma il Komunista MAI una parola di sostegno.

michele lascaro

Gio, 25/09/2014 - 19:16

Ci voleva la convocazione per convincerlo a dire che il problema giustizia non si può rimandare, noi lo diciamo da anni, pur non essendo stati convocati.

Ettore41

Gio, 25/09/2014 - 20:06

E se lo dice lui che di malsani compromessi se ne intende possiamo credergli. Compromesso N.1 e' la Costituzione scritta ad 8 mani ed imposta, proprio nella componente della Corte Costituzionale, dagli americani.

aaantonio5555

Gio, 25/09/2014 - 21:50

Giusto fare la riforma della giustizia.Non basta senza la riforma della procedura penale.La custodia cautelare deve essere in linea di principio osservarsi che è dovere di ogni giudice investito del problema cautelare quello di tutelare nella sua massima estensione la libertà personale, protetta come bene primario dalla Costituzione (art. 13) e dalle norme delle convenzioni internazionali che sanciscono il diritto di ogni persona sottoposta ad arresto o detenzione a ricorrere al giudice per ottenere, “entro brevi termini” (art. 5, comma 4, Convenzione Europea dei diritti dell’uomo) o “senza indugio” (art. 9, comma 4, Patto internazionale sui diritti civili politici), una decisione sulla legalità della misura e sulla liberazione.La modifica del d.l. n.92/2008 va in contrasto con il giusto processo e da un potere forte a tenere in custodia cautelare un indagato oltre la scadenza dei termini di custodia.Il P.M. nell'ultimo giorno della scadenza della custodia gli notifichi il decreto di giudizio immediato gli priva la libertà per altri 6 mesi minimo, oltre va contro la prova .La prova si forma nel dibattimento non dal pubblico ministero. Si la riforma e le modifiche di questi articoli del codice di procedura penale. Infine l'amnistia e indulto a tutta quella gente che soffre.

aaantonio5555

Gio, 25/09/2014 - 21:50

Giusto fare la riforma della giustizia.Non basta senza la riforma della procedura penale.La custodia cautelare deve essere in linea di principio osservarsi che è dovere di ogni giudice investito del problema cautelare quello di tutelare nella sua massima estensione la libertà personale, protetta come bene primario dalla Costituzione (art. 13) e dalle norme delle convenzioni internazionali che sanciscono il diritto di ogni persona sottoposta ad arresto o detenzione a ricorrere al giudice per ottenere, “entro brevi termini” (art. 5, comma 4, Convenzione Europea dei diritti dell’uomo) o “senza indugio” (art. 9, comma 4, Patto internazionale sui diritti civili politici), una decisione sulla legalità della misura e sulla liberazione.La modifica del d.l. n.92/2008 va in contrasto con il giusto processo e da un potere forte a tenere in custodia cautelare un indagato oltre la scadenza dei termini di custodia.Il P.M. nell'ultimo giorno della scadenza della custodia gli notifichi il decreto di giudizio immediato gli priva la libertà per altri 6 mesi minimo, oltre va contro la prova .La prova si forma nel dibattimento non dal pubblico ministero. Si la riforma e le modifiche di questi articoli del codice di procedura penale. Infine l'amnistia e indulto a tutta quella gente che soffre.

emilio ceriani

Gio, 25/09/2014 - 22:12

Affermare oggi che: “La riforma della giustizia va fatto ora e non è più il tempo di rimandare” mi sembra una considerazione fin troppo ovvia, visto che: “il sistema è lento e caotico e il funzionamento è largamente insoddisfacente”, da lungo tempo. Affermare che: “E’ ormai un nodo essenziale da sciogliere per ridare competitività all’economia” mi sembra riduttivo. L’esigenza primaria dovrebbe essere quella di amministrare la giustizia con maggior rispetto, nel senso più ampio, per i cittadini. E’ da oltre 10 anni che questa esigenza primaria viene manifestata con forza da chi ha amministrato il paese, fintanto che gli è stato permesso. Perché solo ora diventa un nodo essenziale da sciogliere ?

Ritratto di hernando45

hernando45

Gio, 25/09/2014 - 22:13

HAHAHA DA CHE PULPITO!!!!! Saludos dal Leghista Monzese

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Ven, 26/09/2014 - 00:05

Una simile banalità potrebbe essere stata detta da chiunque senza costare allo stato, cioè a noi, le tonnellate di soldi che divora il Colle per suo mantenimento. QUESTO SIGNORE NON HA MAI DETTO UNA PAROLA SUL LINCIAGGIO SUBÌTO DA SILVIO BERLUSCONI DA PARTE DI MAGISTRATI INFEDELI MA SUOI COMPAGNUCCI DI PARTITO (sic).

upetrucci

Ven, 26/09/2014 - 05:48

non è mai troppo tardi! anche re Giorgio si è accorto, finalmente che la magistratura va riformata. senza silvio si può fare tutto...

Ritratto di tomari

tomari

Ven, 26/09/2014 - 07:18

Se la riforma si limita solo ad accorciare le ferie dei magistrati, stiamo freschi!

carlopriori

Ven, 26/09/2014 - 07:18

Ora che fa comodo a lui si accelera? prevedo tempi record per le varie approvazioni.

atlantide23

Ven, 26/09/2014 - 07:56

che disonesta' intellettuale ! Ha sempre osteggiato il Cavaliere, nel suo intento di riformare la giustizia e ora, invece, auspica un'accelerazione. Sara' forse perche' STAVOLTA NON PUO' PIU' AGIRE ARROGANTEMENTE, RIFIUTANDOSI DI DEPORRE , DAVANTI AI GIUDICI ,SULLA TRATTATIVA STATO-MAFIA ? O VI SIETE GIA' DIMENTICATI DEL SUO ATTEGGIAMENTO DITTATORIALE ??

giorgiandr

Ven, 26/09/2014 - 08:05

Cosa leggo !!! Ma questo signore non è lo stesso che tempo addietro osteggiava ogni tentativo di riforma della magistratura fatto da B. ? Come cambiano le cose...

tonipier

Ven, 26/09/2014 - 09:32

" DIRITTO, LEGGE E GIUSTIZIA" In tutte le comunità etniche il diritto tende ad esprimersi come attualizzazione crescente di giustizia, che deve consentire ad ogni consociato la esplicazione e la espansione delle sue virtualità personali.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 26/09/2014 - 12:52

I giudici vanno tenuti fuori dal lavoro e arbitro del licenziamento deve essere un superiore aziendale. Quindi l'art.18 va messo assolutamente fuori legge. Per esempio il maestro Muti invece di licenziarsi lui, doveva poter licenziare lui i musicisti che, per dire, lo canzonavano col violino o gli facevano le pernacchie col basso tuba. Invece un pellegrino di magistrato può non avere sensibilità musicale o magari essere proprio stonato. Ora, tutti i lavori specialistici possono essere compresi solo da chi li sa fare. Dunque magistrati del lavoro, per favore, vadano fuori dalle palle. Altro che art.18...

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 26/09/2014 - 12:54

I giudici vanno tenuti fuori dal lavoro e arbitro del licenziamento deve essere un superiore aziendale. Quindi l'art.18 va messo assolutamente fuori legge. Per esempio il maestro Muti invece di licenziarsi lui, doveva poter licenziare lui i musicisti che, per dire, lo canzonavano col violino o gli facevano le pernacchie col basso tuba. Invece un pellegrino di magistrato può non avere sensibilità musicale o magari essere proprio stonato. Ora, tutti i lavori specialistici possono essere compresi solo da chi li sa fare. Dunque magistrati del lavoro, per favore, vadano fuori dalle palle. Altro che art.18...

Ritratto di alejob

alejob

Ven, 26/09/2014 - 13:21

O quest'uomo è balordo o fuori di senno. Sbraita ora che non si può rinviare la riforma della giustizia. E' da DECENNI che stanno parlando, parlare non risolve il problema bisogna FARE. Chiaro che questo paese ha un GOVERNO PARLAMENTARE, ma è ora di finirla di fare BLA, BLA, BLA e concludere.