Nasce il Nuovo centrodestra di sinistra

Incontro Alfano-Tosi per il sostegno in Veneto. Parte la raccolta firme per sostituire la De Girolamo, ritenuta berlusconiana

RomaPrima le «epurazioni» dal governo (con le dimissioni di Maurizio Lupi), ora l'allontanamento di Nunzia De Girolamo. Il partito di Alfano cerca affannosamente di cambiare pelle per appropriarsi di un look ancor più filo-renziano e per convolare definitivamente a «giuste nozze» con Flavio Tosi, l'ormai ex leghista ansioso di arruolare truppe di moderati per la sua corsa alla poltrona di governatore del Veneto. Alla De Girolamo vogliono sfilare un'altra poltrona: quella di capogruppo Ncd alla Camera dei deputati. Per riuscirci, mormorano i bene informati, il segretario del partito si è attaccato al telefono e ha convinto personalmente alcuni riottosi come Enrico Costa, Luigi Casero e Raffaello Vignali a firmare la petizione che sta girando tra i deputati per esonerare l'attuale capogruppo. Metodo che ha indispettito non poco gli alleati dell'Udc, l'ala più conservatrice del neonato organismo politico battezzato Area popolare. La De Girolamo sarebbe colpevole, almeno secondo Alfano, di intelligenza con il nemico (cioè Forza Italia). La pasionaria di Benevento, infatti, non solo flirterebbe troppo con i rappresentanti del partito di Berlusconi ma avrebbe speso troppe energie per difendere Lupi e la sua «onorabilità» politica. Mettendo così a disagio i vertici del partito.

Ieri proprio quei vertici (cioè Alfano, scortato dal «disoccupato» Lupi) si sono incontrati con il premier Renzi. Argomento del colloquio pare sia stato il futuro delle Infrastrutture, quel dicastero che fino a due settimane fa era guidato proprio dal deputato vicino a Cl. Sistemando la casella Infrastrutture secondo i desiderata di Renzi, si potrebbero innescare processi a catena nel risiko di alleanze e coalizioni dell'immediato futuro (stiamo parlando del turno elettorale di fine maggio per le Regionali). Alfano potrebbe chiedere la testa di Vincenzo De Luca, il vincitore delle primarie del Pd per le regionali in Campania, attualmente «sospeso» in attesa di una soluzione dell'impasse in cui la legge Severino lo incatena (perché condannato). Renzi sarebbe felice di togliersi dai piedi il sindaco di Salerno e sarebbe disposto, una volta che De Luca facesse il bel gesto di rinunciare a candidarsi per la poltrona di governatore, a mettere al suo posto un nome «gradito» ad Alfano. Aiutando, così, quest'ultimo a liberarsi della De Girolamo che continua a sostenere che nella sua Campania il Nuovo centro destra dovrebbe sostenere Stefano Caldoro (Fi) già suo collega di partito quando anche lei militava in Forza Italia e governatore in carica.

Un candidato alla corsa in Campania per il Pd, sostengono i bene informati, potrebbe essere l'attuale Guardasigilli Andrea Orlando. Figura, che, appunto, rassicurerebbe il suo collega di governo Alfano e consentirebbe a Renzi di sistemare le tre caselle ancora libere (Affari regionali, Infrastrutture e quindi Giustizia) per aumentare il suo potere contro la minoranza interna.