Nel confronto tv dei candidati vice s'impone Mike Pence, l'avatar moderato di Donald Trump

Roberto Fabbri

Calmo, preparato e rispettoso dell'avversario. Insomma l'esatto contrario di Donald Trump. Mike Pence, il candidato repubblicano alla vicepresidenza, si è aggiudicato secondo l'unanime giudizio degli osservatori il confronto televisivo dell'altra sera con il democratico Tim Kaine. Pence, ha commentato un esperto di pubblicità, sembrava l'avatar moderato di Trump e ha mostrato l'altra faccia del partito repubblicano, quella competente e rassicurante. Quella, in altre parole, che secondo tutti i sondaggisti porterebbe il candidato del Grand Old Party alla Casa Bianca in carrozza. Abbastanza logico pensare che si sia trattato di una classica strategia «poliziotto buono e poliziotto cattivo» concordata con lo stesso Trump dal governatore dell'Indiana per ricordare agli americani che nel partito repubblicano è rimasta ben presente anche la tradizionale modalità conservatrice moderata.

Kaine, da parte sua, non è riuscito a trasmettere al pubblico calma e sicurezza, pur avendo a disposizione validi argomenti contro il suo avversario. Ha attaccato incessantemente Trump arrivando a definirlo «pazzo e maniaco» e ha ricordato che Ronald Reagan a suo tempo aveva messo in guardia dall'affidare la difesa nazionale e in particolare la politica nucleare a un personaggio con le caratteristiche di Trump. Il tutto con toni quasi isterici e una voce stridula che lo rendeva sgradevole.

La miglior performance di Mike Pence è stata dunque unanimemente riconosciuta, e un sondaggio della Cnn l'ha quantificata in una vittoria per 48 punti a 42. Ma i giudizi sul suo significato e sulle sue possibili implicazioni divergono sulla stampa americana. Il Wall Street Journal afferma che Pence ha indicato a Trump la via da seguire se vuol vincere la sfida con Hillary Clinton, in particolare per quel che riguarda la politica di sicurezza nazionale. Ma per il Washington Post la bella figura fatta da Pence potrà essere utile solo a lui stesso, magari se vorrà pensare a una candidatura presidenziale nel 2020. Per il quotidiano della capitale, immaginare che Trump possa trarre vantaggio in qualsiasi modo dallo show dell'altra sera è un'illusione.