Nelle riprese non c'è Loris E nel giallo entra la madre

Ieri interrogatorio fiume per la donna. I pm: il suo racconto non torna Lei vista dalle telecamere, ma mai con il figlio. Indagato il cacciatore

Valentina Raffa

Il cacciatore indagato. La mamma interrogata. Due colpi di scena, uno più clamoroso dell'altro. Orazio Fidone, 65 anni, l'uomo che ha scoperto «a colpo sicuro» il cadavere di Andrea Loris Stival, 8 anni, è da ieri il sospettato numero uno. Ma sulle spine è ora addirittura la mamma del piccolo, Veronica, 25 anni, interrogata a lungo in questura per chiarire una serie di «incongruenze» nel suo racconto.

Tecnicamente la sua posizione è «persona informata sui fatti» (che, tradotto dal giuridichese, significa testimone), ma anche Fidone era partito da testimone e, nel giro di poche ore, è finito nel girone infernale degli indagati. Indagati significa sospettati. E qui il sospetto è talmente brutto da non poter essere nemmeno immaginato.

Secondo quando si apprende, gli investigatori starebbero cercando di chiarire alcuni aspetti del racconto fatto dalla donna dopo il ritrovamento del corpo di Loris. Dalle risultanze delle telecamere emergono infatti frame in cui si riconoscono chiaramente la mamma di Loris e suo figlio più piccolo. Assente invece dalla scena (e dall'auto) Andrea Loris. Il timore è che in quell'auto il bambino non sia mai entrato. E allora crollerebbe tutto il racconto della mamma. Sarebbe insomma tutto un altro film. Ma la donna si difende: «Nelle immagini Loris non si vede perché l'avevo già accompagnato a scuola in precedenza...». Ma la testimonianza di un vigile la contraddice: «Ho visto la donna in auto conil figlio piccolo e Loris non c'era...». Il tutto in uno scenario che sarebbe reso ancora più torbido dalle voci di paese che sussurrano di una possibile «amicizia» tra la mamma di Loris e Fidone. Per quest'ultimo l'ipotesi di reato è sequestro di persona e omicidio volontario. La Procura precisa che è un atto dovuto per eseguire un esame tecnico irripetibile, ossia accertamenti su due auto ritrovate nella sua abitazione durante la perquisizione e sui suoi vestiti, un atto dovuto a tutela di Fidone che potrà nominare un legale e un perito di parte. Ma lui ha fatto sapere di non avere un avvocato, solo un amico che lo sostiene: «Non ho nulla da temere, mi difenderò da solo».

Gli investigatori dovranno accertare, sul materiale sequestrato (auto e vestiti), la presenza di eventuali tracce biologiche. Fidone, dopo la perquisizione domiciliare, è stato anche denunciato per possesso illegale di esplosivo della seconda guerra mondiale e munizioni da guerra e da caccia.

Lungo interrogatorio, nella stessa notte in cui è stato sentito il cacciatore, pure per il 18enne Cristian, amico di Loris e vicino di casa. Spesso faceva montare Loris sullo scooter e lo portava in giro.

Mentre sembra che qualcosa in questo giallo si stia delineando, e viene accertato l'orario del decesso del piccolo Loris, strangolato tra le 10 e le 10.30 di sabato, ecco un nuovo mistero. In un angolo della via in cui si trova la scuola frequentata dalla piccola vittima, è stato rinvenuto un paio di slip blu con un disegnino rosso. «Per caratteristiche e natura, potrebbero essere quelli del bambino, che era vestito, con i pantaloni slacciati e senza slip», ha detto la dirigente della polizia scientifica della Sicilia orientale, Giuseppina Neri. La mamma di Loris, in tarda serata, avrebbe detto di non riconoscere quelle mutandine come quelle del figlio. «Stiamo lavorando ad ampio raggio - dice il colonnello Sigismondo Fragassi, comandante provinciale Carabinieri Ragusa -. Ieri è arrivato il Ros. Si tratta di due unità speciali che hanno già lavorato insieme e che supporteranno gli investigatori locali. In campo c'è poi lo Sco, il Nucleo investigativo carabinieri e la Squadra mobile». Ieri sono state sentite numerose persone. Tra queste l'ex maresciallo dei carabinieri, Peppino Caggia, proprietario del «vecchio mulino». La sua testimonianza potrebbe risultare fondamentale. Lui si reca ogni giorno nella sua proprietà per stare a contatto con la natura. Abitudine che non ha saltato nemmeno quel maledetto 29 novembre. Ricorda di essere stato al mulino dalle 9 alle 11.30 e dalle 15.30 alle 16.30. Non ha visto nulla. Si incastra perfettamente con questi orari la testimonianza di tre giovani, che è al vaglio dei carabinieri di Santa Croce Camerina. Sono passati alle 15 dalla zona del «vecchi mulino». C'era parcheggiata un'auto bianca diversa da quella del cacciatore. Potrebbe essere l'assassino che si è disfatto in quel momento del corpicino.

Oggi dovrebbe essere consegnata la piccola salma ai genitori. Ma passerà del tempo prima che Andrea Loris trovi pace.