Nell'era degli scandali il denaro e la ricchezza sono gli unici innocenti

Non invidio chi guadagna e ha più soldi di me, dovremmo liberarci delle scorie di chi ritiene il denaro "lo sterco del diavolo" o la sola misura delle diseguaglianze sociali

Via Montenapoleone (Milano)

È la stagione degli scandali. Scoppiano dappertutto, dallo sport, alla politica, all'economia e alla finanza. Ma una costante li accomuna. Scoppiano dove ci sono forti interessi in competizione; in altre parole, dove sono in circolazione, direttamente o indirettamente, montagne di soldi. I quali soldi come misura del successo sono la conseguenza del mondo contemporaneo, all'interno del quale la concorrenza fra interessi è particolarmente forte e, quindi, i soldi che ne sono coinvolti tanti.
Rispetto ai tempi dei nostri nonni, si direbbe che gli uomini siano peggiorati, siano diventati meno onesti, o, comunque, meno rispettosi delle buone regole della convivenza. Ma non sono gli uomini che sono cambiati. È il mondo. Gli avversari del capitalismo e del mercato dicono che la colpa è del capitalismo e del mercato, che mercificano tutto. Tutto si ridurrebbe a una gara a guadagnare di più e ai soldi che ne sono coinvolti. Ma le cose non sono spiegabili così schematicamente. È cambiata la cultura comune e una parte di responsabilità l'hanno certamente il capitalismo e il mercato, che sono concorrenziali per definizione. Ma è anche un fatto che, rispetto ai nostri nonni, gli uomini sono diventati più competitivi e la società in cui vivono è più conflittuale proprio grazie allo sviluppo capitalistico e del mercato. Viviamo meglio, ma siamo più esposti alla concorrenza e alla competizione. Chi non si dà da fare resta indietro; tutti lo sanno e si regolano di conseguenza.

La morale cattolica, che definisce il denaro «lo sterco del diavolo», tende ad attribuirgli la responsabilità morale di quanto accade. Ma non è così. Il denaro misura il livello della concorrenza e della competizione, ma non è il fattore decisivo del successo. Misuriamo il successo col metro del denaro che l'uomo riesce a guadagnare e ad accumulare perché non abbiamo altro metro di misura, non avendo capito che il capitalismo e il mercato sono stati la più grande rivoluzione a fondamento del mondo moderno. Siamo anche più liberi grazie al capitalismo e al mercato, ma tendiamo a ignorarlo. Sarebbe perciò sbagliato fare del denaro un bersaglio contro il quale sparare a palle di fuoco moralistiche, solo perché non sappiamo spiegare altrimenti il fenomeno. Non siamo ancora l'America, dove - basta andarci per capirlo - il denaro è la misura del successo, ma siamo sulla strada del modello americano perché il mondo cambia in quella direzione e anche il nostro è cambiato.

Non c'è nessuno che voglia, e sappia, perdere, e poiché è il denaro la misura del successo, ecco che esso (il denaro) diventa la misura di tutte le cose, compreso il successo sociale. Sarà che non sono ricco e non ho neppure alcuna probabilità di diventarlo, ma è un fatto che non ho mai misurato il mio successo professionale sulla base del mio reddito del quale mi sono, oltre tutto, occupato assai poco. Anzi. Mi ha sempre dato più soddisfazione, e ancora me ne dà, fare decentemente il mio mestiere ed esserne riconosciuto dai miei lettori, più che i guadagni che avrei potuto ricavarne o i pochi che ne ho ricavato. Forse è per questo che morirò povero... Ma non me ne dolgo. Giudico il denaro per quello che mi può dare ed è forse questa la ragione per la quale sono istintivamente uno spendaccione più che un risparmiatore. Consiglio di pensarla come me chiunque faccia del denaro la misura del proprio successo. Credo di essermela cavata professionalmente, ma se dovessi misurare il mio successo col denaro che ho guadagnato dovrei concludere che non ho avuto poi il successo che molti ritengono io abbia avuto.

Perché ho affrontato l'argomento? Perché, realisticamente, diffido dei moralismi, che nella società in cui vivo sono la conseguenza in parte dettata dalla religione e in parte dettata dall'invidia sociale incoraggiata dalla sinistra. Non invidio chi guadagna, e ha più soldi di me e penso che dovremmo liberarci tutti insieme delle scorie di chi ritiene il denaro «lo sterco del diavolo» o la sola misura delle diseguaglianze sociali. Non è una benedizione, come predica la morale calvinista, ma neppure una maledizione morale, come fa quella cattolica. Tutto sta non diventarne psicologicamente prigionieri e contare unicamente su quello che si è in grado di guadagnare. Senza vanterie o frustrazioni.
piero.ostellino@ilgiornale.it

Commenti

Agev

Dom, 31/05/2015 - 16:31

La caduta del velo/muro della menzogna e dell'illusione è prevista per il 2080 .. Le prossime tra generazioni faranno la grande differenza e i salti quantici necessari per fa cadere il velo che noi stessi teniamo come illusione con i nostri pensieri/concetti della realtà .. Il tutto potrà avvenire in un attimo perché è così che funziona l'universo .. Sarà l'unità della scienza/conoscenza e consapevolezza che farà tutto ciò . L'uomo diverrà ciò che è .. il reale infinito creatore della realtà/mondo ed entità dalle infinite possibilità . Creare con il semplice pensiero diverrà la normalità . Questa è la meravigliosa realtà multidimensionale che l'attende . Tutto il resto appartiene a ciò che fino ad oggi si è chiamata realtà . L'uomo nuovo con un nuovo DNA adatto alle nuove vibrazioni che sono già in essere sarà l'uomo nuovo dalle infinite possibilità di vita vivente . Gaetano

Agev

Dom, 31/05/2015 - 17:28

Dimenticavo .. Solo l'Unità nel/del Uomo saprà tradurre in realtà le reali leggi naturali/cosmiche che lo governano e alle quali appartiene e con le quali è coerente .. Pertanto tutte le organizzazioni religiose e loro organizzazioni consimili non parteciperanno a questo evento che trasmuterà in un attimo tutta la realtà/mondo.. Anzi saranno proprio quelle che faranno di Tutto per ostacolare questo processo che di fatto è Già .. Queste vivono insegnano la separazione .. Nei vostri termini saranno il reale Anticristo .. comunque si allineeranno alla nuova realtà ed in seguito scompariranno dalla faccia della terra semplicemente perché non serviranno più .. Sono solo una piccola distorta/mistificata comprensione della reale Legge del Uno . Sappiate che il vostro cosiddetto futuro è Già . Gaetano

lupo1963

Dom, 31/05/2015 - 18:01

Povero Ostellino...organizziamo una colletta.Facile pontificare a stomaco pieno.Io considero il neoliberismo un crimine pari o superiore al comunismo.W la Destra Sociale,ben rappresentata dall'Italia e dalla Germania tra le due guerre.Il sistema sociale migliore mai trovato.

rino biricchino

Dom, 31/05/2015 - 18:06

Questo articolo fà bene come un bicchierino di amaro dopo un pasto abbondante. Invocare una definizione che nemmeno più mia nonna si ricorda (Il denaro è lo sterco del diavolo) è come agitare lo spauracchio comunista ogni qual volta si profila una critica al sistema. Il denaro in se non è un problema. E' un problema il modo di come accumularlo. Disconoscere che, ormai, siamo TUTTI in balia della iper liberale alta finanza e delle multinazionali che tra un po, con il TTIP, acquisiranno pure sovranità politica, oltre che già economica, significa scrivere puerili marchette giornalistiche, caro Ostellino...

Giovy99

Dom, 31/05/2015 - 21:20

https://www.youtube.com/watch?v=ZTEPCo6TOic

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Lun, 01/06/2015 - 17:03

caro Ostellino, questo peana in onore del dio-denaro potresti scriverlo su Capital accanto alla foto di qualche calciatore o palazzinaro nostrano o se vuoi di qualche non meglio classificabile "briatore" nostrano. Tutto quello che dici- compresa la non-invidia per ricchi ed arricchiti- fa parte di quella religione invasiva - essa sì OPPIO DEI POPOLI- che fa entrare chi lo possiede nel regno di quel dio che gli USA hanno stampato sulle lorio banconote e che ci guarda con quell' occhio solo, personificazione del Grande Fratello che ci controlla e domina. Non capisco come la stragrande maggioranza di noi (poveri) continui a perpetuare il regno di questo dio pur avendo in mano l' arma risolutiva che potrebbe eliminarlo, solo che si rendesse conto che col VOTO potrebbe spazzare via il dominio di pochi su tutti! Forse un giorno ciò sarà vero. Intanto andiamo a votare come fossimo a teatro dove si applaudono i cantastorie di turno. cordialmente GZ