Niente alimenti all'ex che va a convivere Cosa ne pensi? Di' la tua

Per la Suprema corte non è necessario risposarsi per non aver più diritto all'assegno di mantenimento

Continua a far discutere la sentenza della Cassazione che ha annullato l'assegno di mantenimento per una donna divorziata dopo che questa è andata a convivere con un altro uomo, riconoscendo in qualche modo una coppia di fatto.

"È giusto", dice al Corriere Gilda Ferrando, docente all'università di Genova e una dei massimi esperti di diritto familiare in Italia, "Dopo il divorzio ognuno riprende le redini della propria vita e quindi anche la responsabilità delle proprie scelte. Finora ci trovavamo davanti al paradosso che anche dopo una convivenza prolungata si poteva tornare a chiedere gli alimenti all'ex coniuge. Ma se il matrimonio non è indissolubile, perché dovrebbe esserci una sorta di indissolubilità economica?"

In discussione c'è quindi una legge, quella sul divorzio, che va forse cambiata. Del resto, come spiega La Stampa, la norma parla di un assegno con funzione "assistenziale" che cade nel momento in cui l'ex coniuge non si trova più in condizioni svantaggiose. E in Europa le cose vanno proprio in questo senso: in Francia, ad esempio, non si parla più di alimenti, ma di "prestazione compensatoria" che risarcisce nei fatti chi ha fatto sacrifici e magari rinunciato a una vita lavorativa (e quindi a una indipendenza economica) per occuparsi della casa e della famiglia. Viene versata spesso in un'unica soluzione e viene determinata in base alle "conseguenze delle scelte professionali fatte da ciascuno dei coniugi durante la vita comune per l’educazione dei figli".

Commenti
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stenos

Mar, 14/04/2015 - 10:08

Giusto. Questa storia degli alimenti così com'è strutturata deve finire. Ci sono uomini finiti a mangiare alla Caritas per un divorzio. Donne non mi risulta. Hanno voluto la parità? Si arrangino.....

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alejob

Mar, 14/04/2015 - 10:08

Esiste in tutti i paesi Europei da deccenni. Niente di NUOVO.

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02121940

Mar, 14/04/2015 - 10:16

Niente alimenti, mi pare ovvio.

Duka

Mar, 14/04/2015 - 10:40

GIUSTISSIMO!!!!

Totonno58

Mar, 14/04/2015 - 10:44

Si regolarizzino le convivenze e poi dirò la mia...entusiasticamente!

INGVDI

Mar, 14/04/2015 - 11:09

Mi sembra più che giusto.

linoalo1

Mar, 14/04/2015 - 11:24

Giusto solo secondo la situazione!Quindi,non generalizzare,ma valutare attentamente!

giovanni PERINCIOLO

Mar, 14/04/2015 - 11:48

Non condivido la nozione di "convivenza"! Ci sono coppie che non convivono "materialmente" per i più svariati motivi ma, domicilio a parte, sono convivenze di fatto a tutti gli effetti. Allora???

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stock47

Mar, 14/04/2015 - 11:48

Dissento dalla maggioranza di pareri che qui leggo. La fine di un matrimonio comporta il diritto dell'altro coniuge, che non ha la colpa della rottura, al mantenimento con lo stesso tenore di vita che aveva durante l'unione familiare. Tale rottura non riguarda solo il rapporto economico, riguarda anche un rapporto umano che l'altro/a dovrà ricrearsi con minori opportunità del precedente disciolto. Nel matrimonio si spendono possibilità economiche e energie fisiche e psichiche, ricrearle non sempre è possibile se il precedente matrimonio è durato a lungo. Di conseguenza togliere il mantenimento a chi si ricrea una famiglia vuol dire punire il coniuge incolpevole dopo averle/gli distrutto la famiglia. Il mantenimento è solo un parziale risarcimento dello scioglimento colpevole del vincolo. (segue)

angelorosa

Mar, 14/04/2015 - 11:49

sono d'accordo nella misura in cui si trovi si regolarizzano per legge le convivenze, altrimenti no. Proviamo ad immaginare cosa succede alla Lei che dopo 6 mesi di rapporto con l'altro si lasciano e il dramma del dopo senza l'assegno di mantenimento? Perciò i Giudici hanno errato e "dovevano" pretendere dal legislatore una legge sulla convivenza.

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stock47

Mar, 14/04/2015 - 11:50

(seguito) Darlo per valido solo se l’altra/o rimane sola/o è simile alla vedovanza tradizionale delle donne in India, morto il marito vanno al rogo. Non gli si permette di restare in vita e di usufruire dei beni del marito per ricrearsi un altro rapporto. E’ un concetto punitivo tribale che viene applicato, con questa sentenza della Cassazione, anche da noi. Non paga il reo ma due volte di seguito la vittima. Il discorso è valido tanto per l'uomo che per la donna, niente preferenze di sesso.

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marco piccardi

Mar, 14/04/2015 - 11:50

gli alimenti non devono essere pagati. nel momento in cui il matrimonio termina, ogniuno va per la propria strada. inoltre i figli dovrebbero essere affidati al padre e non, con oggi avviene, alla madre. in questo modo, il numero di divorzi si ridurrebbe quasi a zero.

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stock47

Mar, 14/04/2015 - 11:57

L’ho già scritto in altra occasione, l’introduzione del divorzio non è cosa per tutti ma solo per persone che hanno un certo reddito in grado di sostenere i costi di una separazione. Avere introdotto il divorzio è stato un disastro sociale ma permettere che a ciò seguano anche palesi ingiustizie e discriminazione di trattamento, a favore di chi è colpevole della separazione, allora non stiamo parlando più di diritto ma di dritti, di paraculi che fanno i propri comodi a spese dell’altro e con l’approvazione della legge che invece di difendere l’incolpevole aiuta il colpevole.

Iacobellig

Mar, 14/04/2015 - 12:42

Finalmente un equilibrio nelle separazioni. Sentenza condivisibile.

giovanni PERINCIOLO

Mar, 14/04/2015 - 12:59

stock47. E quando il divorzio é consensuale e non ci sono tradimenti di mezzo????

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stock47

Mar, 14/04/2015 - 13:28

giovanni PERINCIOLO, se il divorzio è consensuale vuol dire che entrambi hanno i mezzi economici o uno dei due da all'altro tali mezzi, di là di quello che l'altro poi decida di farne nella sua vita.

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stock47

Mar, 14/04/2015 - 13:30

Da quel che leggo molti hanno uno strano concetto del significato di “matrimonio”. Lo intendono come un contratto a termine. Il matrimonio è un unione che non prevede un termine se non la morte di uno o entrambi i due contraenti. Il divorzio è solo un accidente del percorso matrimoniale, un volersi sottrarre ai propri obblighi che può avere delle giustificazioni ma rendere il divorzio un valore assoluto per edonismo personale, trasforma il matrimonio in un contratto di prostituzione al pari di quelli che effettuano in Iran per andare con una prostituta o come nel famoso film “pretty woman”, o le escort attuali. Di conseguenza sposarsi, pensando di divorziare se la cosa non va, è già un errore concettuale e di valori pazzesco.

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stock47

Mar, 14/04/2015 - 13:31

Tenendo fermo il concetto tradizionale di matrimonio, credere che con una liquidazione economica le cose sono sistemate è già sbagliato in sé, ma credere che il trattamento economico debba cessare perché l’altra/o si rifanno una vita familiare è, come detto, lasciare la/il coniuge viva/o ma senza i mezzi economici che le o gli spettano, comunque ne voglia fare del resto della sua vita. Di conseguenza non posso concordare con la sentenza della Cassazione che aiuta il reo/a a danno della/del coniuge danneggiato doppiamente, prima dal divorzio e poi dalla legge.

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 14/04/2015 - 13:43

In ogni caso la decisione della Cassazione è assurda per un semplicissimo motivo. Non riguarda la legge o l’altro coniuge ciò che ne fa del mantenimento, la persona che ha costretto a lasciare. Si compri una macchina o si faccia una famiglia nuova non compete a nessuno infilarsi nella volontà altrui di come spendere il proprio denaro o legare il mantenimento a un vincolo matrimoniale non più esistente.

buri

Mar, 14/04/2015 - 14:00

mi sembra giusto

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gianky53

Mar, 14/04/2015 - 14:52

Mi sembra la cosa di una ovvietà che non ammetterebbe nemmeno la domanda.

emigrante

Mar, 14/04/2015 - 16:06

Non solo giusto: sacrosanto! Ho sempre considerato il matrimonio un contratto in cui ci si promette - tra l'altro - reciproco sostegno "nella buona e cattiva sorte " per tutta la vita. Purtroppo ci sono (soprattutto) donne che trovano il merlo (sono uno di loro), vanno all'altare, e sul più bello, convinte di aver in questo modo maturato il diritto ad una "pensione" vita natural durante, unilateralmente rompono il contratto, scippano - con la benedizione di un Giudice - denaro ed eventuali figli, e vanno a trovarsi un ganzo, con cui godere alle spalle del povero cornuto. Se questa è giustizia, soltanto un provvedimento qual'è quello riportato può rimettere le cose a posto, riducendo ingiustizie, matrimoni contratti nella menzogna, e conseguenti separazioni o divorzi.

Nerone2

Mar, 14/04/2015 - 16:09

stock47... si metta la sua anima in pace.

danilobonetti

Mar, 14/04/2015 - 16:14

le donne come i politici: vogliono il vitalizio. Sono strumenti che vanno aboliti in quanto privilegi anacronistici.

eureka

Mar, 14/04/2015 - 17:30

È' giusto da ambo le parti. Trovo ambigue situazioni come quella della vedova di Sandro Paternostro che riceve una lauta pensione ma nel contempo ha convissuto, fatto dei figli e sposata nuovamente ma solo in chiesa per non perdere l'assegno mensile.

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Anonimo (non verificato)

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giuseppe zanandrea

Mer, 15/04/2015 - 00:28

mi pare una misura efficace per limitare l' uxoricidio.

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giuseppe zanandrea

Mer, 15/04/2015 - 00:42

....comunque allo stato attuale ...."ma chi te lo fa fare di sposarti???!!!comunque si mette la testa in un cappio che è impossibile sciogliere senza conseguenze che sono NEGATIVE per chi possiede beni che nella stragrande maggioranza vanno al coniuge con figli cioè alla moglie. Infatti sono pressoché inesistenti le ex mogli che godendo di benefici ottenuti dalla separazioe/divorzio a spese del ex marito si risposano. bisogna esere fuori di testa - specie di 'sti tempi- per rinunciare al VITALIZIO matrimoniale. Meglio convivere o consumare extra moenibus relazionicon altri uomini senza dover rinunciare al benefit di ex moglie....Berlusconi paga e V. Lario se la gode. altro che matrimonio....mica è scema!

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giuseppe zanandrea

Mer, 15/04/2015 - 00:45

eurea ma che dici se sposata in chiesa lo è anche per lo Stato ( effetto del Concordato)!!

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giuseppe zanandrea

Mer, 15/04/2015 - 00:49

siamo alle solite con la "moralità a senso alterno "ma quale donna sarà così sprovveduta da mettere a rischio il benefit del vitalizio, incrementando così la doppiezza di cui siamo maestri insuperati? tradotto, significa ....fallo pure (l' accoppiamento) ma che non si venga a sapere sennò addio vitalizio