A Nizza ancora dispersi una decina di italiani I parenti: «Lasciati soli»

Ritrovati cinque connazionali, molti corpi sono irriconoscibili. La Farnesina manda rinforzi

Sono una decina, secondo quanto riportano fonti vicine alla Farnesina, gli italiani ancora dispersi in seguito all'attentato di Nizza. I numeri sono ancora approssimativi, perché il lavoro di indagine per ritrovarli, da parte dell'unità di crisi del ministero e del consolato generale d'Italia a Nizza è molto duro, anche perché molti dei feriti non sono riconoscibili a causa delle ferite al volto o sono ancora in rianimazione. Sono quindi ore di angoscia per i familiari, molti dei quali hanno già raggiunto la Costa Azzurra e continuano a lanciare appelli sui social network per chiedere aiuto.

Si sono perse sicuramente le tracce di Gianna Muset, 68enne di Voghera (Pavia) e del marito Angelo D'Agostino, 71 anni, così come dei loro amici Maria Grazia Ascoli e Mario Casati. E non si trova neanche Carla Gaveglio, 48enne di Piasco, in provincia di Cuneo. La donna, al momento dell'attentato, era con la figlia quattordicenne Matilde Massari, adesso ricoverata. Qualcuno l'ha vista mentre veniva caricata su un'ambulanza, ma per adesso in nessuno dei molti ospedali in cui si trovano i feriti è stata rintracciata. Sul posto c'è il marito, che non ha smesso un attimo di cercarla. Degli altri nomi, almeno per il momento, si sa poco è solo nel corso dei prossimi giorni si potrà avere una lista definitiva. «Abbiamo inviato a Nizza un piccolo gruppo di nostri rappresentanti - spiegano dal ministero degli Esteri - in modo che si possa coadiuvare il puntuale lavoro del consolato generale italiano e dell'unità di crisi. Grazie all'impegno e all'indagine capillare di queste ore siamo già riusciti a rintracciare diversi connazionali. Al momento di più non possiamo dire».

Il sospetto è quello che tra gli 85 morti nella strage compiuta dal 31enne franco-tunisino possano esservi anche italiani. Il console generale d'Italia a Nizza, Serena Lippi, ha spiegato che «le operazioni di riconoscimento delle vittime sono delicate e complesse. Le autorità stanno adottando una procedura lunga, ma precisa: i corpi erano in uno stato irriconoscibile. Riceviamo lo stesso trattamento degli altri». Intanto le famiglie dei dispersi sono ospitate in una struttura posta di fronte all'ospedale Pasteur, quello in cui sono ricoverati i feriti più gravi dei 303 che hanno ricevuto cure.

Qualche notizia positiva, invece, è arrivata nelle scorse ore. Sono stati infatti rintracciati Marinella Ravotti, infermiera 55enne di San Michele di Mondovì, in provincia di Cuneo, ricoverata come il marito, Andrea Avagnini, che versa in gravi condizioni, proprio al Pasteur, ma anche il giovane ingegnere Vittorio Di Pietro, Elena Gallamini e il fidanzato Marco Billi. La Ravotti è stata riconosciuta dalla figlia grazie ad alcuni anelli, perché a causa dell'impatto col camion ha riportato alcune tumefazioni al volto che l'hanno resa irriconoscibile.

Numerose le polemiche da parte dei familiari dei dispersi. «Siamo stati lasciati soli - hanno raccontato - soprattutto nelle prime ore, quando le autorità francesi non hanno saputo dare sufficienti indicazioni per aiutarci a rintracciare i nostri congiunti». La situazione sta comunque migliorando e i parenti sono costantemente seguiti da alcuni psicologi, molti dei quali, volontari, hanno raggiunto il Pasteur per prestare soccorso. Tra i feriti anche il 71enne Gaetano Moscato di Chiaverano che, investito dal Tir, ha perso la gamba per salvare i nipoti di 12 e 18 anni. Ai giornalisti ha raccontato che è stato il 12enne a salvarlo recuperando una cintura che ha bloccato l'emorragia.

Infine, il fronte delle polemiche. La Lega annuncia che i capigruppo delle Camere non parteciperanno al vertice sulla sicurezza indetto dal governo: «Inutile passerella: non condividiamo le strategie buoniste e complici di Renzi che, favorendo il traffico di esseri umani, di fatto stanno finanziando il terrorismo».