No a funerali e cerimonie in chiesa per chi non è stato battezzato

Limiti per la cremazione: le ceneri vanno deposte in una tomba. E per la sepoltura dei feti "si tenga conto delle norme civili"

Milano - Limiti alla cremazione e no a cerimonie funebri o ultimi saluti in chiesa per i non battezzati. E per la tumulazione dei feti, conoscere bene «le norme civili» e uso di «sensibilità» da tutti coloro che lavorano in ospedale e in pediatria. Sono gli elementi principali del Direttorio diocesano per la celebrazione delle Esequie approvato dall'arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, e in vigore dal 23 giugno. Nel documento si invita anche a tenere un solo «intervento commemorativo» di parenti e amici, alla fine della cerimonia, concordato con il parroco. A ripristinare, dove possibile, la processione dietro il feretro dalla casa del defunto alla chiesa e dalla chiesa al cimitero. A consegnare ai parenti del morto un sussidio a ricordo della celebrazione.

La cremazione «sembra destinata a diventare prassi prevalente», è un punto di partenza. Ma occorre affrontare il fenomeno «senza compromettere i valori fondamentali» e cioè assicurando un luogo di «comune sepoltura». E così «la Chiesa ritiene che le ceneri dei defunti vadano deposte nella tomba e non vengano conservate nell'abitazione domestica, disperse o convertite in oggetti» ricorda la nota, «salvo in caso di circostanze gravi ed eccezionali».

E veniamo ai funerali per le persone non battezzate. «Accade sempre più spesso che congiunti di non battezzati chiedano alla Chiesa una qualche forma di intervento al momento della morte dei loro cari». Capita con figli o coniugi non battezzati e anche con non battezzati appartenenti a Islam, Induismo, Buddismo o sette religiose. A tutti coloro che non sono battezzati, esclusi i bimbi morti prima di ricevere il battesimo e i catecumeni (coloro che hanno già avviato il percorso per ricevere il battesimo), non sarà possibile ricevere un funerale religioso o una forma di ultimo saluto in chiesa. «Le Esequie sono riservate esclusivamente ai fedeli, sia battezzati che catecumeni».

È però previsto per chi lo desidera un momento di preghiera sul sagrato, nei saloni parrocchiali o dell'oratorio, a casa del defunto, in ospedale, in casa di riposo, nella sala del commiato o direttamente al cimitero. Il parroco potrà decidere di caso in caso con il Servizio per la disciplina dei sacramenti se utilizzare gesti liturgici come incensazione del feretro, recita del Padre nostro e del Requiem e il ricorso a pagine bibliche, preghiere della tradizione cristiana, brani di autori spirituali.

«Il caso della tumulazione dei feti si presenta come pastoralmente serio» sdice il documento. E ancora: «È opportuno conoscere bene le norme civili sulla possibilità della loro sepoltura e definire con chiarezza i criteri di azione pastorale. L'esperienza, la sensibilità e la competenza di sacerdoti, religiosi/e e laici/che operano negli ospedali specializzati in pediatria saranno al riguardo molto preziose».