Non solo nucleare: razzi e artiglieria minacciano il confine

Davide Zamberlan

La bomba all'idrogeno testata dalla Corea del Nord domenica 2 settembre non è che l'arma più distruttiva di un apparato militare di prim'ordine, che i nordcoreani sono riusciti ad assemblare nonostante l'arretratezza economica e l'isolamento internazionale in cui versano. L'arsenale nucleare di cui Kim Jong-un dispone potrebbe contare tra le 20 e le 30 bombe, una stima incerta, basata su fonti diverse e difficilmente verificabili. Numero che alcuni ufficiali dell'esercito americano elevano addirittura a 60.

I missili a disposizione sarebbero migliaia, sia di corto raggio con gittata fino a 260 chilometri che di lunga gittata, come i Taepodong-2/Unha-3 che possono arrivare fino a 15mila chilometri, usati nel 2009 per lanciare in orbita il primo, controverso satellite nord coreano. Ancora più incerte le analisi relative ai missili balistici a lancio sottomarino a disposizione del regime: ignoto il numero e ignota anche l'effettiva affidabilità di vettori che, se perfezionati, potrebbero essere utilizzati anche per attacchi nucleari.

Altro fiore all'occhiello di Kim Jong-un è l'esercito che, con oltre 1.2 milioni di soldati effettivi, è il quarto più grande del mondo. Il quale può contare anche su una Milizia di circa 3.5 milioni di persone e altrettanti riservisti. Un numero gigantesco di combattenti, che ha a disposizione circa 7mila fra carri armati, blindati e corazzati di produzione cinese e sovietica, non moderni ma che vanno comunque a integrare la potenza di fuoco di circa 25mila pezzi di artiglieria e 20mila lanciarazzi. È questa forse la minaccia più grave, benché convenzionale, alla confinante Corea del Sud: la potenza di fuoco schierata da Pyongyang lungo il confine del 38esimo parallelo sarebbe infatti in grado di sparare su Seul circa 2.700 colpi al minuto.

Impensieriscono di meno la forza della marina e dell'aviazione della Corea del Nord. La prima conterebbe su 4 corvette lanciamissili, una cinquantina di motocannoniere e un incerto numero di sottomarini di provenienza sovietica. L'aviazione invece sarebbe dotata di pochi aerei moderni, tra cui MIG 29 e Sukhoi Su-25.

Nel novero delle armi di distruzione di massa a disposizione del regime, oltre all'arsenale atomico, ci sono anche circa 5mila tonnellate di agenti chimici di varia natura, fra cui antrace, utilizzabili con vettori diversi quali artiglieria, razzi e bombe aeree.