Nonna Emma, 105 anni: sfuggita a ogni epidemia batte pure la polmonite

«Io non mi arrendo mai». E così in 10 giorni ha debellato il batterio killer che fa paura

Emma Bellandi (al centro) ha 105 anni

Emma Bellandi, 105 anni, decana di Montichiari (Brescia), è la nonna (o bisnonna) che tutti vorremmo in famiglia.

Una donna bella(ndi) e simpatica (i 105enni, tendenzialmente, sono tutti simpatici) che a Natale raccoglie figli, nipoti e pronipoti e racconta di quella volta che - nel settembre 2018 - una micidiale polmonite batterica bussò alla porta della sua cascina di campagna.

Nonna Emma sapeva bene che era un ospite micidiale, famoso in paese e nel Bresciano per aver colpito centinaia di persone, provocando addirittura qualche morto.

Quando pochi giorni dopo cominciò a sentirsi poco bene (mal di testa, stanchezza, nausea), alla signora Bellandi venne in mente quella brutta parola ripetuta continuamente durante i telegiornali: legionella. Emma - da sempre coraggiosa come un legionario, e quindi ben più forte di una legionella - non si perse d'animo e chiamò il figlio Giuseppe.

Lei: «Giuseppe, amore della mamma, non mi sento tanto bene. Ma vedrai che non è nulla di grave...»; lui: «Mamma cara, andiamo dal medico. Non si sa mai...».

Detto, fatto. Visita, analisi e diagnosi: polmonite batterica. Un batterio pericoloso che sui giornali è sempre sposato al poco rassicurante aggettivo «killer».

A questo non resta che il ricovero in ospedale. La famiglia si preoccupa, anche se non vorrebbe darlo a vedere. Del resto, 105 anni non è proprio un'età in cui il fisico è nel pieno delle forze.

Certo, l'anamnesi clinica (ma pure umana e sociale) di nonna Emma era rassicurante, ma un «batterio killer» è pur sempre un «batterio killer». E i «killer», tradizionalmente, sono specializzati nell'ammazzare senza fare sconti a nessuno. Ma neppure una potenziale assassina come la legionella può nulla contro un'inossidabile legionaria come Emma. La quale, infatti, nel giro di 10 giorni, debella completamente l'infezione, tornandosene serenamente in cascina fra il tripudio dei parenti.

La notizia della guarigione-lampo della 105enne fa subito il giro di Montichiari, ed Emma finisce dritta in prima pagina su Bresciaoggi che così racconta al mondo la storia della signora Bellandi, non mancando di svelare il background sanitario di Emma che, nel corso del suo curriculum secolare, ha attraversato altre emergenze epidemiologiche, come l'influenza spagnola e la pandemia colerica che negli anni '20 provocarono milioni di vittime.

Allora come oggi, nonna Emma ha superato ogni avversità con la forza di una salute di ferro, ma soprattutto armata di tanto ottimismo. Ha sempre pensato positivo, la signora Bellandi, e i risultati si sono visti: una vita felice, una famiglia da mulino bianco, una serenità che traspare da occhi vispi e sorriso malandrino.

«Il desiderio di ritornare a casa è stato una spinta durante il tempo trascorso in corsia - ha dichiarato a Bresciaoggi che gli ha scattato anche la bella fotografia che pubblichiamo in questa pagina -. In tutta la mia lunga esistenza non mi sono mai arresa a nessun problema o avversità».

Ne siamo convinti anche noi, cara nonna Emma. Un abbraccio, e si mantenga sempre così.