La Nord Corea alla guerra: «Armi nucleari già pronte»

Riattivato il reattore di Yongbyon, chiuso da otto anni «Possiamo affrontare gli Stati Uniti in ogni momento»

Il 10 ottobre potrebbe diventare una data cruciale nella storia della Corea del Nord. Una sorta di spartiacque tra i muscoli mostrati fino ad oggi dal regime di Pyongyang nei confronti dell'Occidente e quello che davvero potrebbe accadere in una guerra tutt'altro che fredda perpetrata, lo rivelano a sorpresa i servizi segreti di Seul, «da un paranoico che gioca guerre alla Playstation» e che oggi vuole trasformare il virtuale in qualcosa di tragicamente tangibile. Kim Jong-Un ha alzato il tiro, annunciando di aver riattivato il reattore nucleare di Yongbyon per migliorare gli armamenti in potenza e quantità. Le prove generali sarebbero state messe in calendario proprio per il prossimo 10 ottobre, giorno del 70esimo anniversario della fondazione del Partito dei Lavoratori. Se lo scorso anno Kim non prese parte ai festeggiamenti, innescando voci su una possibile grave infermità (qualcuno parlò addirittura di un fallito golpe interno finanziato dalla Cina), tra meno di un mese il figlio del «Caro Leader» vuole invece essere al centro dell'attenzione mediatica. «Se gli Stati Uniti o altre forze ostili proseguiranno le loro politiche spregiudicate nei confronti della Repubblica Popolare della Corea del Nord e si comporteranno maliziosamente, la Repubblica Popolare è pronta ad affrontarli con armi nucleari in qualunque momento», ha annunciato il direttore dell'Istituto per l'energia atomica all'agenzia di stampa Kcna.

La riattivazione degli impianti di Yongbyon, località a circa 90 chilometri a nord della capitale, è stata proclamata con grande chiarezza. «Tutte le installazioni, compreso l'impianto per l'arricchimento dell'uranio, hanno ricominciato a operare regolarmente - ha rivelato - sono state riorganizzate, modificate o riadattate per consentire un utilizzo di armi più potenti». Il rilancio del nucleare per gli armamenti consentirebbe al Nord di aumentare lo stock di barre di plutonio che, secondo le valutazioni degli analisti, sarebbe sufficiente per fabbricare almeno una decina di ordigni. Per la cronaca l'impianto era stato fermato nell'ambito degli accordi del 2007 raggiunti dal negoziato a sei, il tavolo multilaterale sull'abbandono delle ambizioni atomiche di Pyongyang in cambio di aiuti, al quale parteciparono le due Coree, Usa, Cina, Russia e Giappone. L'annuncio arriva all'indomani di quello sui preparativi, completati, per il lancio di satelliti con razzi a lungo raggio, ritenuti dai Paesi occidentali veri e propri missili destinati a montare potenzialmente anche testate atomiche. Proprio uno di questi missili potrebbe essere lanciato contro un non meglio specificato obiettivo in occasione della festa dei lavoratori.

In attesa di capire fino a che punto quello di Pyongyang possa essere un bluff , è curioso leggere quanto pubblicato, e non è la prima volta, dai servizi segreti della Corea del Sud. Secondo il National Intelligence Service (NIS) di Seul, Kim sarebbe un campione indiscusso di Battlefield, videogioco della playstation con scenari realistici da terza guerra mondiale. Nella trama del gioco le potenze dell'occidente combattono per sventare una nuova minaccia nucleare perpetrata da una fantomatica nuova superpotenza. «I trionfi virtuali alla consolle l'hanno galvanizzato - sostengono dal NIS - e ora vorrebbe comandare un esercito vero senza preoccuparsi delle conseguenze estreme. Sta facendo tutto questo anche per rimuovere la macchia di imboscato in Svizzera negli anni in cui avrebbe dovuto prestare servizio di leva». L'uomo che vuole distruggere il mondo con le testate nucleari ha studiato all'Accademia Militare di Pyongyang, ma al momento di indossare la mimetica venne infatti trasferito dal padre alla scuola inglese di Berna.