Le nostre stelle (alberghiere) ora brillano con gli stranieri

Il San Domenico di Taormina acquistato per 52,5 milioni dall'emiro del Qatar Quanti gioielli dell'ospitalità italiana in mano russa, turca, americana e inglese

I l San Domenico di Taormina, uno dei più esclusivi alberghi italiani, è finito nella mani di Hamad bin Jassim Al-Thani. L'emiro del Qatar ha sborsato per l'ex monastero dei frati domenicani 52,5, gestione compresa. Secondo quanto dichiara l'avvocato Giorgio Lener al quotidiano La Sicilia, la comunicazione ufficiale è stata rinviata solo per una questione burocratica. Il bando infatti prevedeva che la procedura concordataria sarebbe stata vincolata a un'offerta non inferiore a 53,377 milioni di euro, mentre l'emiro si è «fermato» a 52,5 milioni, cifra comunque molto più alta delle altre offerte. Lener, che si occupa della cessione dei sei alberghi siciliani di Acqua Marcia (oltre al San Domenico ci sono il Des Etrangers di Siracusa, l'Excelsior di Catania, le Palme, l'Excelsior e Villa Igiea di Palermo), dovrà dare il via libera malgrado il piccolo ribasso. In ogni caso la questione dovrà essere definita entro il 31 marzo prossimo.Un altro pezzo della grande hôtellerie italiana che finisce nelle mani straniere. Tra le catene che hanno più alberghi in Italia c'è la Starwood del libano-americano Tom Barrack, che possiede una trentina di grandi alberghi tra i quali il Westin Excelsior di Firenze, l'Excelsior Gallia e il Westin Palace di Milano, quattro alberghi a Porto Cervo in Sardegna (il Cervo Hotel, l'hotel Cala di Volpe, il Pitrizza e il Romazzino), il St. Regis e l'Excelsior di Roma e il Danieli di Venezia. Tra le ultime acquisizioni della catena statunitense anche il Gritti Palace, storico hotel 5 stelle a due passi da piazza San Marco, tappa fissa di personaggi di spicco come l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano o Woody Allen.Naturalmente non potevano mancare i russi. Che sono arrivati con i loro rubli guadagnati con il gas e nel carrello della spesa hanno messo alcuni dei migliori alberghi italiani. Come il Forte Village di Santa Margherita di Pula in Sardegna. Passato un paio di anni fa dalle mani di Emma Marcegaglia a quelle Musa e Mavlit Bazhaev, due fratelli ceceni molto amici di Vladimir Putin che hanno messo sul tavolo 180 milioni. Come rifiutare?Non solo arabi e russi, anche i turchi recentemente hanno fatto shopping alberghiero da noi, prendendosi l'Aldrovandi Villa Borghese, tra il Bioparco e i Parioli a Roma. Con trattative molto riservate i proprietari, i fratelli Francesca e Ugo Ossani lo hanno di recente venduto al gruppo turco Dogus del «Re Mida» turco, l'imprenditore Ferit Faik Sahenk, che possiede anche catene televisive e giornali (13 tv e 20 giornali) e che in Italia già vanta il Capri Palace di Anacapri, anch'esso affiliato alla catena dei Leading. Il prezzo? Riservatissimo.E poi c'è la Belmond, società inglese che nasce nel 2014 come rebrandering del colosso Orient Express. In Italia la catena possiede alcuni alberghi decisamente «iconici». Come il Caruso di Amalfi, lo storico Cipriani di Venezia, lo Splendido and Hotel Splendido Mare di Portofino e il Villa San Michele di Firenze.Ma per fortuna restano anche hotel storici nelle mani italiane. Spesso ancora delle stesse famiglie che li hanno fondati. Ne trovate alcuni esempi in questa pagina. Sperando che non diventino presto le nuove prede di appetiti stranieri.