«Il nostro gruppo ha le tecnologie per evitare disastri»

Paolo Stefanato

L'internazionalizzazione è uno dei pilastri del piano di sviluppo delle Ferrovie dello Stato, e in questa luce va letta l'acquisizione, appena annunciata, della compagnia ferroviaria (passeggeri e merci) Trainose in Grecia. «Le dimensioni del mercato italiano non permettono di crescere a ritmi elevati», spiega Fabrizio Favara, direttore delle strategie di Fs. Oggi il gruppo è presente in Germania con una società passeggeri (Netitinera) da 650 milioni di fatturato e una merci (TX Logistik); in Francia la controllata Thello opera con treni notturni da Venezia a Parigi. Italferr, la società di ingegneria del gruppo, è presente in tutto il mondo, mentre sono in corso trattative con l'Iran per interventi sulla rete.

Dottor Favara, cosa acquista Fs in Grecia?

«Trainose è una società di trasporto passeggeri, la Trenitalia di Atene. Nel 2015 ha trasportato 16 milioni di persone, con 130 milioni di ricavi e un utile di 2,7 milioni: dal 2013 la società è in equilibrio economico. L'operatore nazionale greco, che era integrato verticalmente, è stato spacchettato in quattro: la rete, la manutenzione, i passeggeri, il materiale rotabile. Noi, per 45 milioni, acquistiamo la sola gestione, una società leggera, a costi variabili».

Da chi acquistate?

Il closing è prevedibile entro l'anno, dopo l'ok di Bruxelles, perché la società è sottoposta a una procedura di aiuti di Stato che l'Ue cancellerà in virtù della cessione a un soggetto straniero. Il venditore è il fondo Hellenic Republic Development Asset Fund, che risponde direttamente alla Troika e che ha gestito le altre grandi privatizzazioni greche, dagli aeroporti, acquistati dai tedeschi, al porto del Pireo, andato ai cinesi».

Qual è l'identikit di Trainose?

«I dipendenti sono 670, il materiale rotabile (1.100 pezzi) è vario: locomotive elettriche con 8 anni di età, carrozze tra i 10 e i 20; tutto in leasing, e la gestione punterà a un incremento di qualità. Viaggiano circa 300 treni al giorno».

Quali le prospettive di sviluppo?

«La Grecia è attraversata dal corridoio europeo Est-Ovest, sul quale nel 2018 saranno completati raddoppio ed elettrificazione, con costi coperti da fondi europei. Tra due anni il collegamento tra le due città principali, Atene e Salonicco, oggi di circa 6 ore, scenderà a 3,5: sarà una rivoluzione paragonabile a quella italiana dell'Alta velocità. Ciò permetterà anche un miglioramento di servizio e approccio al cliente».

D'obbligo una domanda sulla sicurezza. Quanto avete investito sulla rete Fs negli ultimi anni?

«Dieci miliardi dal 2000. Quello che va sottolineato è che tutta la rete italiana deve avere gli stessi standard di sicurezza, sia che si tratti di ferrovie nazionali che locali. Ciò avverrà entro il 2019, quando anche le ferrovie ex concesse dovranno rispondere all'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria».

Ma un incidente come quello di Corato sarebbe possibile sulla rete Fs?

«Abbiamo le tecnologie per evitarlo».