La notizia sugli smartphone, poi urla e pianti

«Potrebbe esserci un corpo che si muove». Il nuovo codice Morse è un tweet lanciato dal sito Haute Provence Info. La fonte è il generale David Galtier, a capo della Gendarmeria della regione. È l'impossibile che buca il muro del silenzio di quelle montagne che sfiorano i tremila metri. Un guizzo di vita nell'atroce immobilità delle prime foto che arrivano del luogo lontano dalla civiltà, ostile, il Massiccio des Trois Evechés, dove l'Airbus A-320 con 150 persone a bordo si è schiantato.

La frase del generale rimane appesa nel vuoto di un nuovo silenzio, spacca per un istante la sicurezza dolorosa e affrettata del presidente francese Francois Hollande. Non confermata, si estingue come un rantolo nel dolore immenso di tre Nazioni. Non potrebbe essere altrimenti. Sono necessarie ore per raggiungere la zona dove l'aereo è precipitato per i 240 uomini del corpo dei pompieri e della Gendarmeria incaricati delle ricerche. «L'urgenza è soccorrere eventuali sopravvissuti», dice Galtier. È l'unica voce di speranza mentre tutto il mondo parla dei 144 passeggeri e dei sei membri dell'equipaggio del volo Barcellona-Dusseldorf della Germanwings come vittime, come morti.

Due neonati, 16 studenti, 14 ragazze e 2 ragazzi, con i loro insegnanti, 45 spagnoli. Un belga. Cinquantasette tedeschi. Un turco. Iniziano ad arrivare i numeri, i nomi. Sull'aereo viaggiavano due cantanti dell'Opera di Dusseldorf, la contralto Maria Radner e il baritono Oleg Bryjak, che a Barcellona avevano cantato nel Sigfrido di Richard Wagner al Gran Teatre del Liceu fino a sabato scorso.

I liceali avevano tra i 15 e i 16 anni ed erano andati a Barcellona per uno scambio linguistico all'interno di un progetto della Joseph-Koning Gymnasiumdi Haltern, una cittadina di 38mila abitanti della Renania settentrionale. «I familiari - racconta il sindaco di Haltern, Bodo Klimpel, con le lacrime agli occhi - quando hanno visto che l'aereo non era arrivato hanno pensato al peggio. In parte sono venuti a scuola, in parte sono rimasti in aeroporto. La Spagna ci ha dato la conferma che tutti i nostri ragazzi sono saliti a bordo dell'aereo». Li accompagnavano due professori. Quando la notizia diventa ufficiale, le lezioni vengono sospese e decine di ragazzi del Joseph-Koning si abbracciano piangendo. I loro sedici compagni di classe avevano partecipato a uno scambio scolastico con l'istituto Giola de Llinars del Vallès. C'erano una cinquantina di parenti e amici in attesa nella hall arrivi dell'aeroporto di Dusseldorf. «All'improvviso abbiamo sentito delle urla ed abbiamo visto gente che piangeva. La notizia è arrivata con gli smartphone», dice una testimone, che lavora in una delle agenzie di autonoleggio.

Passano i minuti e nuovi nomi si aggiungono alla lista. Lo spagnolo Josep Sabatè Casellas, che aspettava la nascita del quarto figlio. Due impiegati del marchio Disegual. E arrivano le storie di chi si è salvato per caso, per un ritardo, per un inspiegabile incrocio del destino. Come i calciatori di una squadra di calcio svedese di terza divisione, il Borlange Dalkurd: dovevano prendere il volo Barcellona- Dusseldorf, ma all'ultimo momento hanno valutato che l'attesa della coincidenza era troppo lunga, decidendo di passare per Monaco di Baviera. È il portiere della squadra, Frank Patterson, a rassicurare su Twitter: «Stiamo bene. Eravamo su un altro aereo. Che riposino in pace».