Nozze gay, la Ue: diritto umano da tutelare

Il voto spacca il Pd, due no e due astenuti. Vendola esulta, nuova grana per il governo

Il Parlamento europeo «incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell'Unione europea a contribuire ulteriormente alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica, sociale e di diritti umani e civili». È quanto ha stabilito l'Europarlamento, votando a larga maggioranza (390 voti a favore, 151 no e 97 astensioni) il Rapporto annuale sui diritti umani, che comprende tra l'altro la posizione, nettissima, di Strasburgo sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. «Un rapporto di 80 pagine che manda due messaggi fondamentali di natura politica - commenta Pier Antonio Panzeri (Pd) - i diritti non possono essere considerati un lusso, quindi l'invito espresso è passare dalle parole ai fatti». Ma il documento ha diviso il Pd: Silvia Costa non ha votato, Luigi Morgano e Damiano Zoffoli hanno detto «no», la capodelegazione Patrizia Toia e Caterina Chinnici si sono astenute. «Ho approvato l'intera relazione che è un ottimo testo - ha spiegato la Toia - ma mi sono astenuta sulle unioni civili. Credo che ogni Stato debba cercare un profilo giuridico per regolare questa materia. Ma non scomoderei i diritti umani». Gongola Nichi Vendola, leader Sel: «Unioni civili e nozze gay fanno parte dei diritti umani e civili delle persone». Una nuova grana per il governo dopo lo scontro sulle adozioni ai single.