La nuova pelliccia? Un poncho a colori

Colore, colore e ancora colore. E poi tagli sportivi (ma molto glamour), comodi ma molto chic, in piena sintonia con la nuova «sport couture». Con il pensiero rivolto alle forme lineari dell'arte contemporanea e dell'architettura nordica. Sono pensate per i grandi freddi ma sono tutt'altro che pesanti e ingombranti. Anzi. Sono leggere come un piumino, portabili come un cappotto, chic come una giacca sartoriale. E molto, molto divertenti. Sono le nuove pellicce che vanno in scena fino a oggi al Mifur, Salone internazionale della pellicceria e della pelle di Fiera Milano Rho (allestito nei padiglioni 16 e 20), che quest'anno festeggia la sua ventesima edizione.

Qui espongono 180 brand, e più della metà (ben 95) sono italiani. Come «Manzoni 24», griffe milanese «sfornata» dai laboratori di Condorpelli, nota azienda italiana nata nel 1950 da un piccolo laboratorio meneghino di pellicceria. Oggi le antiche tecniche e tutti i segreti della conceria tradizionale sono stati tramandati alla terza generazione della famiglia, che ha mantenuto la passione e la professionalità del fondatore, ma con un occhio aperto sui nuovi mercati e sulle nuove tendenze fashion.

Restando fedeli al dna della storica bottega di pellicceria la filosofia dell'azienda, che ha mantenuto tutta la sua produzione in Italia, rimane infatti sempre la stessa. Solo che la tradizione ora si fonde con l'innovazione, grazie ad un assiduo lavoro di ricerca sulle nuove tecniche di lavorazione e sull'accostamento di pellami e materiali diversi. Le collezioni sono il risultato di questa coerenza e sono sempre declinate in diverse linee, che spaziano dai modelli classici più sartoriali, di un'eleganza intramontabile, fino ai modelli più glamour dalle linee più contemporanee.

Scordiamoci la classica pelliccia della nonna, quindi, perché nelle collezioni di Manzoni 24 (in vendita nell'omonimo flagshipstore milanese di Via Manzoni 24) la sperimentazione regna sovrana. Qui si gioca mixando materiali classici e tessuti fra più innovativi presenti sul mercato (l'azienda si aggiudica sempre i migliori in circolazione), anche se l'accostamento più richiesto resta sempre quello fra cashmere e pelliccia.

Tante le novità anche sul fronte del design: c'è il cappotto in visone sfoderato superleggero, c'è il caban in agnello di Persia degradè, ci sono i gilet dai colori accesi, i montgomery e molto patchwork. E ancora le mantelle, i ponchi, i montoni. Tutto declinato nei colori di stagione, quelli del prossimo inverno. Da quelli accesi alle tonalità pastello, ci si potrà davvero sbizzarrire (anche) con una pelliccia, come insegnano i tanti stilisti che le hanno fatte sfilare durante la settimana della moda di Milano, e non solo per i grandi freddi perché oggi la pelliccia (in versione estiva) si porta anche ad alte temperature ed è sempre meno noiosa. Per smentire chi è ancora convinto che a Milano domini ancora il solito blu.