Il nuovo soggetto ancora nell'agenda dell'ex premier Ma prima aspetta la sentenza di Strasburgo sulla Severino

Roma Il Cavaliere si ributta nella mischia: ieri con il bagno di folla dai «cugini» di Fratelli d'Italia che l'hanno accolto alla festa di Atreju a Roma; oggi con l'abbraccio azzurro a Calvagese, nel bresciano, per chiudere la kermesse di Forza Italia, organizzata da Mariastella Gelmini. Si racconta che l'ex premier abbia ceduto alle pressioni dei tanti che lo volevano presente fisicamente («Presidente, l'elettorato ha bisogno di lei; deve venire di persona...» ndr ) ma che lui si sarebbe volentieri limitato a una telefonata. Qualcuno si spinge a raccontare che in un'occasione avrebbe pure sbuffato: «Uff... Basta...». Versione che invece fa a pugni con un'altra tesi: Berlusconi limita le sue uscite perché in realtà attende che dall'Europa arrivi la sua riabilitazione morale e politica. Poi, incassata la sentenza, sarebbe pronto a riaccendere i motori per davvero, a riprendere in toto le redini del partito, a farsi vedere in pubblico e in tv. Quello che è vero, invece, è che gli addii che stanno massacrando i gruppi parlamentari di Forza Italia lo amareggiano ma nulla di più. «Se ne vadano pure... Tanto senza di me non hanno un voto» è più o meno il suo pensiero. Anzi, in molti casi le fughe sono funzionali al suo progetto di svecchiamento del partito. Ha sempre in testa l'Altra Italia, il Cavaliere, anche se si rende conto che parlarne troppo è rischioso e che potrebbe contribuire a ulteriori fuoriuscite. Le quali, in ogni caso, sono date imminenti. La truppa fittiana, che alla Camera non ha i numeri per far nascere un gruppo autonomo, si muoverà nelle prossime ore: martedì, o al più tardi mercoledì, romperanno gli indugi. Se per miracolo dovessero arrivare a 20 deputati, bene; altrimenti troveranno posto al gruppo Misto. A spingere per sbattere la porta definitivamente c'è soprattutto Daniele Capezzone. Poi, sono dati in partenza altri due deputati e un senatore: ma questi andrebbero a posizionarsi sotto la Ala di Verdini. Ma il palazzo è una porta girevole e a fronte degli addii sono dati imminenti, invece, alcuni arrivi targati Ncd. Il partito di Alfano, infatti, ribolle. E sembra che una riunione tra i big abbia già di fatto sancita la spaccatura insanabile tra i «governativi» che fanno il tifo per una liaison con Renzi e i «centrodestristi» che vogliono riportare il partito al dialogo con Berlusconi. Il Cavaliere osserva e aspetta; come se avesse un jolly nella manica da giocare, però, solo quando arriverà il verdetto della Corte di giustizia europea. Qualche dettaglio in più potrebbe arrivare mercoledì quando riunirà i suoi parlamentari alla terrazza dei musei per dettare la linea sulle riforma. Oppure martedì, giorno del suo compleanno, per il quale deputati e senatori stanno organizzando una sorpresa a lui gradita.