Obama fa sconti a Mattarella sul ruolo anti Isis dell'Italia

Il capo dello Stato accolto con cordialità alla Casa Bianca Gli Usa si accontentano dei nostri soldati in Libia e a Mosul

Si può fare di più. Barack Obama è tutto sorrisi e pacche sulle spalle. «Ho ringraziato tantissimo l'Italia - dice alla fine dell'incontro con Sergio Mattarella - per il grande contributo notevole per l'addestramento dei militari in Iraq e per il notevole ruolo che svolgerà a protezione della diga di Mosul, che è di estrema importanza per il popolo iracheno». Ma appunto, come chiedeva prima del vertice il Dipartimento di Stato, «si può fare qualcosa di più contro l'Isis», magari partecipando insieme agli altri occidentali ai bombardamenti delle zone occupate dal Califfato. Questo però, al momento, non è previsto. «Abbiamo discusso del ruolo che possiamo svolgere nella lotta al terrorismo - spiega Mattarella - La stretta collaborazione con gli Stati Uniti ci consentirà di sconfiggere i nemici della pace e dei diritti umani». E il nostro «impegno» si vedrà in Libia. Roma infatti è pronta a prendere la guida di una missione internazionale sotto le bandiere dell'Onu, concordata con il governo unitario di Tripoli, «per risolvere drammatici problemi e ripristinare la stabilità e la sicurezza».Il colloquio nello Studio Ovale dura più di un'ora. Il clima è «di grande amicizia». Il capo dello Stato arriva con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, con Obama c'è pure il vicepresidente Joe Biden. Giorgio Napolitano era diventato quasi un amico intimo, ma ora il leader della Casa Bianca dichiara di «avere molto piacere» di ospitare Mattarella. «Abbiamo una forte affinità, come me è stato professore di diritto costituzionale». Dalla Siria all'Afghanistan, dalla Libia all'Irak, dalla crisi economica alla bomba immigrazione, fino alla candidatura italiana per un posto nel consiglio di sicurezza dell'Onu, c'è molta carne al fuoco. E c'è pure il tempo, a livello di delegazioni, di parlare dei marò e del caso Regeni. Problemi? Nessuno. «Tra Washington e Roma - sostiene il presidente americano - i legami non potrebbero essere più stretti ed è straordinaria la collaborazione che abbiamo su una vasta gamma di problemi nel mondo». Certo, poi Obama vorrebbe che l'Italia partecipasse direttamente alle azioni militari contro il Califfo. «Con il presidente Mattarella abbiamo affrontato il problema del ruolo nella lotta all'Isis», racconta. Per ora si accontenterà dei soldati che Roma manderà a difendere la strategica diga di Mosul e di quelli che spedirà a Tripoli. «Abbiamo discusso degli sforzi di Italia, Usa e altri Paesi per aiutare la Libia a formare un governo che permetta alle loro forze di sicurezza di stabilizzare il loro territorio e neutralizzare Daesh».Quanto ai migranti, «ne abbiamo parlato a lungo», rivela Obama. «Il dramma dei profughi non è un problema solo europeo, ma una questione globale che mette sotto pressione gli Stati Uniti e il rapporto transatlantico. Serve una collaborazione Europa-Nato per smantellare le reti di traffico di esseri umani». Le Nazioni unite, secondo il presidente Usa, potrebbero svolgere compiti di «pattugliamenti umanitari».Poi, l'economia. «Abbiamo discusso - dice Mattarella - dei rapporti economici e commerciali. Occorrono impegni per evitare che si presentino gravi crisi come in passato che destabilizzano i Paesi sviluppati e impediscono la prosperità di quelli in via di sviluppo». Infine Brexit. La possibile uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea è «una preoccupazione condivisa» di Italia e Stati Uniti.