Oggi la convalida per i 5 arrestati Scontri a Bologna

Nel giorno in cui Milano scende in piazza per la manifestazione anti-antagonisti «Nessuno tocchi Milano» è andata avanti la caccia degli investigatori per individuare almeno una parte dei circa cinquecento black bloc che il 1° maggio, approfittando del corteo «No expo», hanno messa a ferro a fuoco le strade milanesi devastando vetrine, banche, automobili.

Stamattina dalle 11 i cinque italiani arrestati, tre uomini due donne, con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dall'uso di mazze, bastoni e pietre e dal numero di persone, saranno nel carcere milanese di San Vittore davanti al giudice Donatella Banci Buonamici che dovrà decidere se convalidare gli arresti e disporre la custodia cautelare in carcere, come richiesto dal pm Piero Basilone. Negli atti la polizia ha evidenziato come i cinque avrebbero fatto parte del grosso «gruppo» di black bloc che si è staccato dal corteo per contrapporsi alle forze dell' ordine, rovesciando bidoni della spazzatura incendiati e lanciando bottiglie e bastoni. Ieri intanto cinque francesi (quattro uomini e una donna di età compresa tra i 20 e i 25 anni) sono stati arrestati a Genova dagli agenti della Digos dentro un appartamento-covo nel quale nascondevano biglie, bulloni, cartine di Milano e anche testi didattici di studio della lingua araba. Gli agenti hanno trovato anche gli scontrini dell'autostrada Genova-Milano che testimonerebbero la lora presenza negli scontri milanesi.

La Digos milanese ha effettuato «prelievi biologici coatti», su richiesta del procuratore aggiunto dell'antiterrorismo Maurizio Romanelli, nei confronti di 14 greci bloccati in via Washington, non lontano da una casa occupata da alcuni antagonisti milanesi. I campioni di materiale biologico raccolti potrebbero essere utili per una comparazione con quelli rintracciati sugli oggetti sequestrati dagli investigatori, come tute nere, caschi, mazze, bastoni, molotov e bombe carta. I greci sono stati denunciati a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale aggravata e ieri mattina sono rientrati in patria con un aereo. È stata convalidata dal Tribunale di Milano l'espulsione di un tedesco, Daniel Frank, che era stato arrestato nel corso di un blitz preventivo della Digos martedì scorso e poi scarcerato.

E ieri i contestatori si sono fatti vivi anche a Bologna, davanti all'ingresso della festa dell'Unità dove era atteso per un intervento il premier Matteo Renzi. Tre ragazzi, due uomini e una donna, membri del collettivo Hobo e tutti già noti alle forze dell'ordine, sono stati dapprima fermati e poi rilasciati dalle forze dell'ordine, e denunciati dalla Digos per resistenza a pubblico ufficiale. La ragazza è stata denunciata anche per possesso di oggetti atti a offendere: aveva una corda che usava come frusta. È stata ricoverata all'ospedale Sant'Orsola per una frattura scomposta al braccio destro una donna coinvolta negli scontri. La signora non fa parte dei collettivi, ma era nell'area della protesta.