Ok al decreto dal Senato A scuola solo vaccinati Multe fino a 500 euro

Ora tempi stretti per il via libera definitivo della Camera. Lorenzin: «Vince la scienza»

Francesca Angeli

Roma Obbligo di vaccinazione, sì. Ma temperato. Ieri senza particolari intoppi (a parte l'espulsione di un irrefrenabile Vincenzo D'Anna, senatore di Sc-Ala che voleva continuare a manifestare il suo voto in dissenso dal gruppo fuori tempo massimo) l'Aula di Palazzo Madama ha dato via libera al decreto che impone la profilassi per l'accesso a scuola. A favore, oltre al Pd hanno votato anche Forza Italia, Scelta civica-Ala e Mdp. Per il passaggio alla Camera il tempo stringe perché il decreto scade il 6 agosto. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha già fissato la discussione generale sul decreto legge per il 26 luglio. Il voto definitivo è previsto per venerdì 28. E visti i tempi ridotti e la situazione numerica della Camera non viene escluso l'eventuale ricorso al voto di fiducia. Esulta il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «La reintroduzione dell'obbligo dei vaccini è un fatto storico per l'Italia e sarà da esempio in Europa. Verità scientifiche vincono su post verità», ha scritto su Twitter il ministro, che è stato anche protagonista di un acceso confronto con alcuni genitori novax che protestavano fuori dal Senato. E se è sicuramente un'esagerazione dire, come ha fatto la grillina Paola Taverna, che il Senato ha «smontato il decreto certificando il totale fallimento politico della Lorenzin», è però vero che le norme sono state ammorbidite rispetto all'iniziale formulazione che prevedeva addirittura la denuncia dei genitori al Tribunale dei Minori in caso di omessa vaccinazione. Un risultato ottenuto anche grazie alla mediazione dei senatori di Forza Italia, che non sono saliti sulle barricate come Lega e M5S e sono riusciti a smussare norme troppo rigide.

Le vaccinazioni, obbligatorie e gratuite, passano da 4 a 10: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. L'obbligo per le ultime 4, morbillo, rosolia, parotite e varicella scadrà tra tre anni perché è prevista una verifica della necessità della profilassi a seconda della situazione epidemiologica. I 10 obbligatori diventano un requisito per l'ammissione al nido e all'asilo. Dai 6 ai 16 anni l'iscrizione a scuola è comunque garantita ma i genitori che non vaccinano i figli rischiano sanzioni da 100 a 500 euro. Multe quindi molto più contenute mentre inizialmente potevano salire a 7.500 euro con segnalazione al Tribunale dei Minori, una misura cancellata. Non solo. Si prevede che la prima convocazione dei genitori inadempienti da parte della Aslallertata dalla scuola sia soltanto un colloquio informativo durante il quale gli operatori sanitari cercheranno di convincere la famiglia della necessità di vaccinare il figlio. Nessuna coercizione immediata.

Le 10 vaccinazioni saranno obbligatorie e gratuite soltanto per i nati dal 2017. Gli altri dovranno attenersi al Piano vaccini riferito al loro anno di nascita. Per iscriversi anche a nido ed asilo basterà l'autocertificazione ma una documentazione medica comprovante l'avvenuta vaccinazione dovrà essere presentata entro il 10 marzo 2018. Viene istituita l'Anagrafe nazionale vaccini presso il Ministero della Salute e sono previsti indennizzi per i danneggiati dalle vaccinazioni. Molte modifiche incisive che però non bastano per il Codacons che ha annunciato la pubblicazione sul proprio sito di una Lista nera, ovvero i nomi dei senatori che hanno votato a favore dei vaccini.