Ok dal mondo delle imprese: "Ma adesso aspettiamo i fatti"

Da Confindustria a Confcommercio, passando per agricoltori e albergatori, arrivano apprezzamenti per le mosse del governo. Preoccupano le lungaggini dell'iter parlamentare

Ecco come vedono la legge di stabilità appena varata dal governo Renzi le categorie più interessate dalla manovra: imprese, commercianti, artigiani, cooperative, contadini.

Confindustria Gli industriali la promuovono a pieni voti, augurandosi che ora l'Europa non metta paletti. Per il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi l'ex finanziaria «va sicuramente nella direzione della crescita». «Ci sono dentro tutta una serie di provvedimenti che le imprese aspettavano da anni, quindi riteniamo che sia molto positiva. Su quello che succederà a Bruxelles non posso fare previsioni, mi auguro non vengano posti ostacoli» , afferma Squinzi. Gli fa eco, Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Venezia: «Finalmente si comincia a ragionare in un'ottica non depressiva».

Confcommercio Positivo anche il giudizio dei commercianti. «La legge di stabilità prevede una riduzione fiscale che deve essere scritta a caratteri cubitali nell'agenda del governo per evitare pericolose ricadute per famiglie e imprese. Qualsiasi percorso per la riduzione delle tasse e di taglio dell'Irap va nella giusta direzione perché l'attuale carico fiscale è incompatibile con qualsiasi prospettiva di crescita», spiega il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Che però è più cauto sul Tfr in busta paga. «Le piccole imprese - avverte - non sono in grado di sostenere un ulteriore drenaggio di liquidità». Bene anche le misure sull'autotrasporto, per il quale sono previsti 250 milioni di investimenti. «Il governo sembra aver preso atto di quanto questo settore sia determinante per la competitività del Paese», dice il vicepresidente di Confcommercio Paolo Uggè.

Rete Imprese Italia Per il presidente di Rete Imprese Italia Giorgio Merletti la legge di stabilità «contiene misure di impatto significativo per le imprese». Positiva è «l'esclusione del costo del lavoro dalla base imponibile Irap» («che comporterà una riduzione della pressione fiscale sul costo del lavoro e riguarderà per il 40,5 per cento le imprese fino a 50 addetti, anche se rimangono escluse da qualsiasi intervento oltre 3 milioni di imprese senza dipendenti»), la «decontribuzione totale per i neoassunti per i primi tre anni» e «le misure per favorire l'autoimprenditorialità».

Unimpresa Dice no al gioco delle tre carte da parte del governo il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi : «L'eventuale riduzione dell'Irap, con l'eliminazione della componente lavoro dalla base imponibile, è una buona notizia. Su un aspetto, tuttavia, vogliamo essere chiari: la copertura finanziaria per questo sgravio Irap non va cercata con l'introduzione di nuove tasse o con l'inasprimento di tributi già esistenti».

Gli agricoltori Per Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, «la legge di stabilità ha un'impostazione coraggiosa che punta allo sviluppo e a creare occupazione senza aumentare le tasse». «Per l'agricoltura - aggiunge - è importante l'attenzione ai giovani con lo stanziamento di nuove risorse ma anche il rafforzamento di filiere che valorizzino i prodotti italiani» . Il presidente di Confagricoltura Mario Guidi è più cauto nei giudizi, preferisce aspettare di saperne di più. «Ci sono degli spunti interessanti relativamente ai giovani e ai cosiddetti piani di settore - dice - ma dobbiamo capire se elementi positivi come lo sgravio dell'Irap riguarderanno anche la nostra categoria».

Alleanza delle Cooperative Italiane La manovra passa l'esame anche per l'Alleanza delle Cooperative Italiane: «Una legge di stabilità ampia e articolata che introduce novità positive sulla riduzione del costo del lavoro e sulla lotta all'evasione fiscale. È un cambio di passo notevole che segna una svolta».

Federalberghi Soddisfazione si respira nel settore turistico e alberghiero per una manovra che «sembra andare nella giusta direzione». Anche se il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca, vuole prima aspettare di vedere come va l'iter parlamentare. «Siamo interessati a come il governo sta intervenendo sul mondo del lavoro - sostiene - sarebbe ottimo se davvero si riuscisse ad intervenire pesantemente con la riforma del Jobs Act. E anche su Imu e Irap ha in mano due assi importanti che vanno giocati».