Ok allo sconto sulle cartelle se si è in credito col Fisco

Via libera al decreto che permette di compensare i tributi coi mancati pagamenti da parte dello Stato

Anche quest'anno sarà possibile utilizzare la compensazione per pagare i debiti fiscali con i crediti vantati verso la pubblica amministrazione e notificati prima del 2016.

Martedì, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (numero 161) il decreto del 27 giugno 2016 del ministero dell'Economia, di concerto con quello dello Sviluppo economico, che dà attuazione all'ultima legge di Stabilità.

Il meccanismo è immediatamente operativo, sia per i debiti erariali che per i tributi regionali o locali, sia per i contributi assistenziali e previdenziali che per i premi per l' assicurazione obbligatoria contro infortuni e contro malattie professionali.

Si tratta di un provvedimento che replica in tutto il decreto emanato lo scorso anno e nel 2014, che riguarda le imprese e gli studi professionali.

In sostanza, è l'estensione al 2016 della facoltà di compensare le cartelle esattoriali notificate entro il 31 dicembre 2015 con i crediti commerciali e professionali, dice la norma, «non prescritti, certi, liquidi ed esigibili», maturati nei confronti della pubblica amministrazione per forniture, appalti e consulenze professionali.

Sarà così possibile estinguere, sia totalmente che in parte, le somme dovute al fisco.

Si applicano le stesse modalità usate negli anni precedenti. Ecco le regole che sono state confermate.

Per prima cosa, i professionisti e le imprese dovranno ottenere la certificazione del credito, accreditandosi presso l'apposita piattaforma informatica gestita dalla Ragioneria generale dello stato.

Secondo passaggio: una volta acquisita l'attestazione, il contribuente potrà rivolgersi a Equitalia, presentando la certificazione e chiedendo l'utilizzo del credito per compensare in tutto o in parte i debiti iscritti a ruolo, naturalmente purché questi siano inferiori o pari al credito vantato.

L'agente della riscossione a questo punto verificherà la conformità della certificazione e procederà alla compensazione, rilasciando alla fine l'attestazione di pagamento.

Se questa riguarderà solo in parte i debiti, il contribuente dovrà indicare quali di essi intende estinguere.

I crediti commerciali certificati potranno essere utilizzati in compensazione anche per versare le somme dovute in seguito di accertamenti con adesione, adesione all'invito al contraddittorio o al pvc, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale e mediazione.

Commenti
Ritratto di gianniverde

gianniverde

Gio, 14/07/2016 - 13:19

Siamo alle comiche finali le tasse stanno diventando un mercatino dell'usato.

meloni.bruno@ya...

Gio, 14/07/2016 - 17:35

Diciamo i fatti come devono essere spiegati realmente.Per mantenere tutto il carrozzone parassitario della casta statale,è stato un susseguirsi di aumenti delle bollette di tasse da parte dei comuni e regioni,senza contare quelle governative,hanno fatto saltare tutti i bilanci delle famiglie impoverendole fino alla povertà!Ma loro insistono con le bollette chiedendo aiuto ai loro usurai legalizzati di EQUITALIA sempre per avere garantiti i loro privileggi anche con lo sconto.