Omicidio del leader anti Putin La Russia finisce nel mirino

I leader: ora la verità sul delitto di Boris Nemtsov. Che nell'ultima intervista disse: «Mi vogliono morto». Ma Gorbaciov accusa: complotto per destabilizzarci

In terra ci sono i fiori lasciati dai passanti nel punto in cui, sabato notte, è stato ucciso Boris Nemtsov, politico di opposizione nella Russia di Putin. Infondo alla strada si vedono le cupole di San Basilio che si alzano dalla Piazza Rossa, uno dei simboli del potere russo. Sembra il set di un brutto film sulla mafia di Mosca, invece è la scena di un omicidio che scuote le coscienze di molti e agita reazioni sulla scena internazionale. Da Washington Barack Obama già chiede un'indagine «rapida, imparziale e trasparente» su questo «brutale omicidio», Angela Merkel si dice «costernata», il premier britannico, David Cameron, condanna «l'assassinio disumano» e afferma che la Russia deve portare al più presto i responsabili davanti alla giustizia. Critiche dure alle quali si uniscono il presidente francese, Hollande, e il premier italiano, Matteo Renzi, che sarà a Mosca il 5 marzo per la prima volta da quando è capo di governo.

Nemtsov apparteneva alla generazione di liberali che ha segnato la vita del paese negli anni Novanta - una generazione ripudiata in fretta dagli elettori russi per la crisi economica e la guerra perduta contro i ribelli in Cecenia. È stato vicepremier al tempo di Eltsin, deputato nell'Unione della destra, infine attivista sulle strade di Mosca con il movimento Solidarnost: era un oppositore deciso - seppure poco popolare - di Putin e del suo governo, «un individuo straordinario e un uomo di solidi principi, ed è così che lo ricorderemo», dice il primo ministro, Dmitri Medvedev, che non figura certo fra i suoi alleati politici.

Negli ultimi mesi Nemtsov ha denunciato casi di corruzione nelle Olimpiadi di Soci, è stato uno dei pochi personaggi pubblici a criticare l'annessione della Crimea e la posizione di Putin sulla crisi in Ucraina. Secondo alcuni testimoni, era al lavoro su un rapporto che proverebbe la presenza dell'esercito russo nelle province del Donbass.

In queste ore la polizia scava nella sua vita privata in cerca di indizi e di un possibile movente. Secondo le prime ricostruzioni, un'auto bianca l'ha avvicinato mentre era a piedi con una donna a duecento metri dal Cremlino: da quell'auto sono partiti sette colpi di pistola, quattro a segno nella schiena di Nemtsov, morto sul posto prima dell'arrivo dei soccorsi. Il sito internet lifenews.ru , che ha buoni contatti con i servizi segreti, ha mostrato le immagini di una Lada Priora con la targa dell'Inguscezia sulla quale avrebbero viaggiato i killer, ma degli assassini non c'è traccia. I funerali si terranno martedì, ma già oggi nelle strade del quartiere Kitai Gorod migliaia di russi potrebbero scendere in strada per ricordare l'attivista. Nei suoi ultimi discorsi Nemtsov diceva di temere per la propria vita, parole che oggi suonano come un presagio e spingono molti a parlare di omicidio politico.

Bisogna prima capire chi trarrebbe beneficio da una morte così violenta ed eccellente a pochi passi dalla Piazza Rossa: certamente non Putin, che parla infatti di «provocazione», di un nuovo attacco contro la stabilità della Russia, una versione che ripete anche l'ex presidente Mikhail Gorbacev. Ma il nome di Nemtsov si trova comunque sull'elenco di attivisti, reporter e oppositori politici morti misteriosamente negli ultimi anni. Come Anna Politkovskaya, assassinata sulla porta di casa nel 2006; l'avvocato Stanislav Markelov e la giornalista Anastasia Baburova, freddati all'ingresso di un tribunale nel 2009; e l'ex comandante ceceno Ruslan Yamadaev, ucciso sulla strada per il palazzo del governo nel 2008. Morti per le quali le autorità russe non sono mai riuscite a fornire risposte convincenti.

Aleksandr Litvinenko, ex agente del Kgb, viene avvelenato con un tè avvelenato al polonio in un hotel di Londra nel 2006

Il magnate Boris Berezovsky viene trovato impiccato nel bagno della sua casa ad Ascot, in Inghilterra, il 23 marzo 2013

La giornalista Anna Politkovskaya viene uccisa a colpi di pistola sul pianerottolo di casa a Mosca il 7 ottobre 2006