Operai travolti da un tir sull'autostrada della paura

Due morti e sette feriti, arrestato il camionista romeno Curve, gallerie e viadotti sulla A10, nata negli anni '60

Nadia Muratore

È stato arrestato per il reato di omicidio stradale, il camionista di nazionalità romena, che era alla guida del tir che ha travolto un cantiere sull'autostrada A10, tra Albisola e Celle Ligure, in Liguria. Nell'impatto sono morti sul colpo due operai e altri sette sono rimasti feriti. Uno di loro, il più grave, ha subito l'amputazione di una gamba ed è ricoverato all'ospedale San Martino di Genova. Ferita, in maniera lieve, anche una coppia ligure che si trovava sulla vettura che l'autoarticolato ha travolto nella sua folle corsa, scaraventandola contro un albero. Il conducente del mezzo pesante, illeso ma sotto choc, è risultato negativo ai test a cui è stato sottoposto per verificare se avesse bevuto o fatto uso di sostanze non compatibili con la guida.

Il tir, della ditta «Banner Transporte De Mercancias», con targa spagnola, trasportava pesce surgelato e aveva due autisti romeni a bordo. Per cause in fase di accertamento da parte della Polstrada, si è ribaltato dieci metri prima della galleria di Pecorile, e ha travolto il cantiere dove lavoravano gli operai, divisi in due squadre: una impegnata nei lavori, l'altra nella segnalazione del cantiere. Un tragico destino ha voluto che il cantiere - «regolarmente segnalato», fa sapere Autostrade - era stato allestito proprio per sistemare i danni causati da un incidente del giorno prima, nel quale era coinvolto un altro camion, che era andato a sbattere contro il muro laterale della carreggiata prendendo fuoco e paralizzando il traffico per alcune ore. Gli operai lavoravano proprio per riparare i danni e mettere in sicurezza quel tratto autostradale. A perdere la vita sono stati un operaio astigiano di 44 anni, Antonio Gigliotti - che oltre alla moglie lascia una figlia nata sei mesi fa - e il collega, Giovanni Casaburi, 54 anni di Ovada.

L'incidente è avvenuto in un tratto a tre corsie e l'autostrada (quasi 160 chilometri pensati negli anni '60 e con molte gallerie, curve e viadotti) è rimasta chiusa fin nella tarda serata, con disagi per la circolazione. La dinamica del sinistro è ancora tutta da ricostruire ma, secondo una prima ipotesi, il camion ha sbandato e poi si è ribaltato travolgendo i lavoratori. Molto utile, per capire cosa sia accaduto in quella manciata di secondi, sarà la testimonianza della coppia che viaggia sull'auto dietro il tir. L'uomo che era alla guida, ha raccontato che stava viaggiando quando «ho visto il tir sbandare, prima a sinistra e poi a destra e infine si è ribaltato. Io ho provato a frenare, ma non sono riuscito a evitare l'impatto con le ruote posteriori del camion, così ho perso il controllo della macchina, finendo nella scarpata a sinistra della carreggiata». Tutti gli operai travolti dal tir impazzito, facevano parte di una ditta di Ovada e avevano dato il cambio ai colleghi del turno precedente da una decina di minuti.

A livello europeo, l'Italia si colloca tra i primi posti per numero di incidenti mortali causati da mezzi pesanti, con un tragico bilancio di una cinquantina di morti all'anno. La causa del sinistro non è principalmente dovuta, come si può pensare, a un abuso di alcol da parte dell'autista ma piuttosto a una distrazione o per colpa della stanchezza. L'errore umano sarebbe quindi alla base del maggior numero di incidenti, inoltre da una statistica emerge che raramente i camionisti usano le cinture di sicurezza mentre sono alla guida.