Un operaio in fin di vita Il capo va in aiuto: grave

Nadia Muratore

Moncalieri (Torino) Un operaio è rimasto gravemente intossicato dai fumi dell'acido cloridrico inalati dalla vasca che stava pulendo, mentre il suo capo - che si è calato nella cisterna per tentare di salvarlo - è rimasto intossicato, ma fortunatamente in maniera meno grave. Il fatto è accaduto in un'azienda di Moncalieri, in provincia di Torino, quando l'operaio ha iniziato a lavare la vasca: un'operazione di routine, ripetuta molte volte durante le giornate di lavoro ma, evidentemente, ieri qualcosa non ha funzionato. La cisterna, profonda due metri, era vuota ma forse aveva ancora dell'acido cloridrico sul fondo e l'operaio, avvicinandosi, ne ha respirato i fumi, fino a rimanerne intossicato, perdere i sensi e cadere. Il responsabile della sicurezza, che si è immediatamente accorto di quello che stava accadendo, è intervenuto per aiutarlo, calandosi all'interno della vasca, ma è rimasto intossicato anche lui.

L'incidente sul lavoro è accaduto alla Zinco Platingin, alle porte della città. L'operaio coinvolto - 53 anni di Leinì - è Riccardo Pergola ed è stato ricoverato al Cto di Torino: le sue condizioni sono molto gravi. Mentre non sembra destare preoccupazione lo stato di salute di Fabrizio Di Costa, 45 anni, il dirigente aziendale che ha tentato di salvare il lavoratore dall'interno della cisterna. Immediatamente, sul luogo dell'incidente, sono arrivati i vigili del fuoco con le squadre Saf per soccorrere i due uomini. Pergola era privo di coscienza, e ha subito un arresto cardiaco. I sanitari, prima di trasferirlo in ospedale, hanno tentato di rianimarlo per diversi minuti. L'ad della ZincoPlating, invece, è subito parso meno grave ed è ricoverato in rianimazione all'ospedale Santa Croce. Pergola, originario di Foggia, lavorava da oltre 15 anni alla ZincoPlating, che si occupa di numerosi servizi di trattamenti superficiali dei metalli, sorge su un'area di 7mila metri quadrati e impiaga una trentina di addetti. Dispone delle attrezzature e dei macchinari più avanzati che permettono di effettuare lavorazioni complesse e Pergola era un operaio specializzato. A confermare che l'uomo ha sempre lavorato in sicurezza, è la stessa moglie, che attende notizie dai medici del Cto: «Nessun responsabile gli ha mai messo fretta o gli ha intimato di non prendere le dovute precauzioni. Mio marito ha sempre svolto le sue mansioni con precisione e con passione. Per lui il lavoro è tutto». Con lui lavora il figlio 23enne, che ieri mattina al momento dell'incidente, era in azienda, ed è stato uno dei primi ad accorrere.