Operato all'occhio l'artificiere ferito

L'agente ha già perso l'uso della mano. Visita di Minniti e Gabrielli ieri in ospedale

Sono stabili le condizioni di Mario Vece, il sovrintendente di polizia di origini salernitane, artificiere, ferito l'altro ieri a Firenze da un ordigno esplosivo di fronte alla libreria «Il Bargello», che fa riferimento a Casapound. Il trentanovenne, che è stato operato alla mano e a un occhio, è attualmente ricoverato al Cto, dove è mantenuto sedato e accudito dai medici e dalla famiglia e dove è stato trasferito per l'intervento chirurgico dopo un primo passaggio all'ospedale di Careggi.

Ieri ha ricevuto la visita del ministro dell'Interno Marco Minniti e del capo della polizia Franco Gabrielli. Intanto, dilaga la polemica per la pubblicazione su Facebook di frasi offensive da parte di un padovano contro il poliziotto ferito: «Solo uno? - ha scritto - Peccato che non sia morto» e ancora: «Ovviamente una bufala, se li fanno da soli questi finti attentati per far presa sulla popolazione demente e poi fare leggi anti libertà».

Il segretario generale dell'Ugl-Polizia, Valter Mazzetti, ha annunciato di aver dato mandato all'avvocato del sindacato «per procedere legalmente in ogni sede per ridare la giusta dignità umana e professionale al collega che ha riportato serie lesioni permanenti». Per il segretario provinciale del Sap (sindacato autonomo di polizia) Antonio Baldo, invece, «è il momento che tutti gli italiani, le istituzioni e i partiti politici esprimano una posizione ferma». La pista battuta dagli inquirenti resta quella anarchica, tanto che le case di alcuni esponenti dei movimenti estremisti sono state perquisite, per adesso, però, senza esiti positivi. Chi indaga sta esaminando i filmati registrati dalle telecamere della zona. Si sa per certo, però, che chi ha agito ha posizionato la bomba, realizzata con un barattolo di metallo al cui interno c'erano polvere e chiodi, quasi del tutto indisturbato. Gli agenti della Digos, passando, l'hanno notata e hanno chiamato gli artificieri della polizia. È stato un caso che Mario fosse vicino al momento dell'esplosione, perché l'ordigno aveva un timer. Ciò fa pensare a professionisti e a una mano diversa rispetto a quelle che, in passato, avevano già fatto attentati alla libreria. L'imperativo è assicurare alla giustizia i responsabili, soprattutto per Mario e per far passare il messaggio che, in Italia, contro qualsiasi forma di terrorismo c'è tolleranza zero.

Commenti

Valvo Vittorio

Mar, 03/01/2017 - 17:28

Mi pare, stando a quanto è scritto nell'articolo, che ci sia stata molta imperizia da parte di chi deve salvaguardare l'incolumità dei cittadini! Ingresso di persone sul territorio nazionale senza i requisiti sanciti dalla Costituzione, artificieri senza gli indumenti di protezione per disinnescare ordigni, assalto alle banche con la spocchia di controllare il comportamento per proprio tornaconto, partiti che dovrebbero garantire il benessere dei cittadini e invece fanno dell'ironia sul comportamento di questo sedicente governo! A questo punto mi domando chi siano gli anarchici?