ORA DECIDERÀ IL TAR

Quattro avvocati contro l'acqua santa. Quattro principi del foro ingaggiati da un'associazione sostenuta dalla Cgil per ricorrere contro la benedizione pasquale nelle scuole di Bologna. Spulciando il testo del ricorso presentato al Tar da un gruppetto di 18 genitori e professori di un istituto comprensivo, viene fuori che per far annullare la cerimonia religiosa (facoltativa e in orario extrascolastico), questa piccola compagine di strenui difensori della laicità dello Stato, ha schierato contro l'istituto e contro il Ministero dell'Istruzione addirittura quattro avvocati. «Le benedizioni nulla hanno a che fare con la formazione scolastica degli studenti» protestano, evidenziando anche la lesione di alcuni diritti fondamentali previsti dalla Costituzione. Ma nel ricorso si parla anche di «discriminazione» nei confronti di chi, dentro la scuola, non condivide quelle stesse idee religiose. Per la serie: io non gradisco l'acqua santa, ma non devi riceverla nemmeno tu, altrimenti mi sento discriminato. Quella benedizione viola la Costituzione, tuonano con urgenza, perché la Pasqua è ormai dietro l'angolo e si arrecherebbe un «grave e irreparabile danno, peraltro imminente».