Ora ha paura anche l'Italia: «Rischio attentati altissimo»

Non si conoscono obbiettivi, tempi, né modalità di possibili attacchi Ma il Viminale ammette: anche noi saremo nel mirino dei jihadisti

Francesca AngeliRoma «Altissimo rischio di attentati in Italia». Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, rilancia anche per il nostro paese l'allarme terrorismo del premier francese, Manuel Valls. Quello evocato dal primo ministro francese durante la conferenza sulla sicurezza a Monaco è uno scenario drammatico: una sequenza di attentati paragonabili a quelli dell'11 settembre in Usa. E ieri anche il Viminale ha confermato che le analisi in mano all'intelligence «non lasciano prevedere un clima sereno e tranquillo per gli anni a venire». Dunque si tratta di un rischio concreto e vicino, che coinvolge tutta l'Europa e che andrà affrontato sul lungo periodo perché, come ha chiaramente detto a Monaco il premier russo Dmitry Medvedev «il terrorismo si tramuterà in un nuovo tipo di guerra coinvolgendo il mondo intero». Dopo aver gettato benzina sul fuoco definendo il rischio «altissimo», Alfano, intervistato su Raitre, cerca di ridimensionare il peso delle sue parole assicurando che «l'Italia fino ad ora è stato un paese sicuro perché abbiamo fatto un lavoro di prevenzione continuo giorno e notte». Certo, aggiunge, «il rischio zero non esiste, il rischio è molto alto come per gli altri paesi che hanno subito attentati. Siamo parte di una comunità che è oggetto delle ritorsioni dei terroristi».Non esiste, precisa Alfano, un «allarme specifico» ma le informazioni in mano alla sicurezza confermano «che il rischio è altissimo per tutta Europa a causa della guerra in Siria e della situazione instabile in Libia».Ma il Viminale ha un'idea di quali potrebbero essere gli obiettivi? No, risponde Alfano. «Purtroppo la lunga cronologia del terrore ci spiega che negli ultimi 15 anni non è stato risparmiato nessun continente e i luoghi colpiti non sono uguali tra loro - prosegue il ministro- non c'è un obiettivo fisso da controllare o una tipologia di obiettivo». L'unica strategia possibile è quella della prevenzione. «Siamo chiamati ad un controllo enorme e nel 2015 abbiamo controllato 86.000 persone e decine di migliaia di veicoli», spiega Alfano che assicura essere in atto «un lavoro di prevenzione mostruoso».Il ministro garantisce di essere «adrenaliticamente sul pezzo e fin qui le cose hanno funzionato bene» come ha dimostrato ad esempio il lavoro fatto per l'Expo e l'avvio del Giubileo.Ma le sue parole non convincono ad esempio il leader della Lega, Matteo Salvini. È sul fronte della crisi dei rifugiati che Salvini mette sul banco degli imputati il Viminale con un tweet. «Alfano dice che "il rischio terrorismo in Italia è altissimo. E continua a far entrare in Italia migliaia di immigrati. È complice o incapace?». Manca una strategia del governo rispetto all'onda inarrestabile dei profughi.In Europa ognuno ha preso la sua strada e anche a Monaco Valls ha ribadito che il governo francese non intende aderire ad un meccanismo che preveda quote fisse e che l'unica strada che resta è il ripristino delle frontiere, scelta già operata da altri paesi.Una scelta preclusa all'Italia che dunque continuerà ad accogliere migranti che poi non potranno spostarsi oltre i nostri confini visto che, conferma Alfano, «abbiamo la fondata preoccupazione che Schengen possa saltare» mentre noi «abbiamo la frontiera marina come la chiudiamo?». Dunque in sostanza la strategia del governo è sconsigliare «la chiusura di Schengen che sarebbe un problema per l'Italia». Il cerchio però si sta stringendo perché progressivamente tutti i paesi del Nord Europa stanno blindando le frontiere. Ma comunque per Alfano Renzi fa male ad alzare la voce contro la Ue perché «se salta il tavolo dei negoziati europei» l'Italia «non ci guadagna granché».