Ora i renziani vogliono fare fuori Crocetta

Matteo Renzi tace ma i renziani (e non solo) spingono per le sue dimissioni. Il sottosegretario Faraone in primis

È guerra. Il Pd e il governatore Rosario Crocetta non si sono mai amati e adesso lo scontro è in una fase cruciale. L’intercettazione pubblicata dall’Espresso con il suo medico di fiducia Matteo Tutino, indagato per truffa e abuso d’ufficio, che dice: “Lucia Borsellino va fatta fuori come suo padre”, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Crocetta, intervistato anche da Repubblica, ribadisce, prima di scoppiare in lacrime, di non averla mai sentita pronunciare e di essersi autosospeso per il troppo dolore. Una decisione un po’ strana perché nello Statuto siciliano non esiste l'istituto giuridico dell'auto-sospensione del presidente della Regione, che può eventualmente solo dimettersi e in questo caso si torna alle urne. Ed è proprio per arrivare a questo che il suo più grande avversario, il sottosegretario Davide Faraone ha subito twittato: “Inevitabili dimissioni Crocetta e nuove elezioni. Quelle parole su Lucia Borsellino sono una vergogna inaccettabile". Matteo Renzi ha telefonata alla Borsellino ma per ora tace. Lorenzo Guerini, vicesegretario del partito, invece, commenta: “Le parole ma anche i silenzi sono inaccettabili, provocano ribrezzo. Chiediamo a Crocetta di chiarire, anche se tutto appare purtroppo abbastanza chiaro”. Chissà se la smentita dell’esistenza di quella intercettazione da parte della procura di Palermo possa bastare a calmare le acque? Stando a quel che dice Antonio Cracolici, presidente del gruppo Pd in Regione, pare proprio di no: "Andare avanti è praticamente impossibile. È il momento che il presidente valuti l'opportunità di chiudere la legislatura". L’altro grande accusatore di Crocetta è il renziano Fabrizio Ferrandelli, vicepresidente dell’Antimafia regionale che già qualche settimana fa aveva presentato una mozione di sfiducia nei confronti del governatore. "Crocetta, in direzione regionale del Pd, - dice Ferrandelli riferendosi alla riunione di circa due settimane fa - disse che se il suo partito gli avesse chiesto un passo indietro lui si sarebbe dimesso subito. Il passo indietro glielo chiedo io visto che questo Pd non glielo chiederà mai. Il mio è un ultimatum al presidente e al Partito Democratico: entro il 19 luglio Crocetta deve consegnare le sue dimissioni e già oggi il Pd deve uscire dalla giunta". Il 19 non è un giorno scelto a caso ma quello in cui ricorre proprio l’anniversario della morte di Paolo Borsellino.

Commenti
Ritratto di salvo38

salvo38

Mer, 02/12/2015 - 14:28

DICE CHE VOLEVANO COLPIRE LUI MA MI SPIEGA COME SI COLPISCE UN FANTASMA