"È ora di proibire certe manifestazioni"

Mariastella Gelmini: "Dal governo nuova linea sull'ordine pubblico"

Milano - Mariastella Gelmini, ma in nome del Primo maggio si può sfasciare Milano?

«Non condivido certo le parole del premier Matteo Renzi che li ha definiti “teppistelli, figli di papà”. Chi spacca le vetrine e brucia 50 auto e 13 banche è un delinquente».

Protestavano contro l'Expo.

«Non protestavano contro niente. Questa è gente che arrivata a Milano solo per sfasciare la città. Ci vuole il pugno duro».

Pugno duro cosa vuol dire?

«Li si prende e li si fa marcire nelle patrie galere. E che questa sia l'ultima volta che a Milano si concede un simile corteo».

Nega il diritto a manifestare?

«Distruggere le città non ha nulla a che fare con un diritto garantito dalla Costituzione. A Bruxelles ci sono zone dove i cortei sono proibiti e tutto questo era ampiamente previsto e prevedibile».

La Lega e altri chiedono le dimissioni del ministro Alfano.

«Non chiedo dimissioni, ma il governo deve cambiare strategia nella gestione dell'ordine pubblico».

Proibendo le manifestazioni?

«Certo, stop alle manifestazioni che nulla hanno a che vedere con la libertà di esprimersi. Qui non ci si può nascondere dietro il politicamente corretto».

Ora il Pd scende in piazza a Milano per condannare i violenti.

«Mi fa sorridere il ministro Maurizio Martina che per Expo aveva chiesto di trovare un dialogo con i no global e oggi si indigna. È tardi».

Che può fare di fronte a banche, negozi e auto in fiamme?

«A Milano la politica della sinistra con il sindaco Pisapia e tutto il Pd è stata una continua mano tesa ad antagonisti e centri sociali. E questi sono i risultati».

L'assessore Pierfrancesco Majorino del Pd, uno che potrebbe candidarsi sindaco a Milano l'anno prossimo, dice che “quelli che tollerano la violenza non devono stare nelle liste del centrosinistra”.

«Perché fino a oggi chi tollerava la violenza poteva candidarsi col centrosinistra? La dimostrazione che quello del Pd è solo un intervento tardivo e demagogico».

Cosa poteva fare Pisapia?

«Violenti e vandali stavano nelle case occupate di Aler e Comune e nei centri sociali che a Milano nessuno ha chiuso. E Pisapia ora vuole legalizzare il Leoncavallo».

Si è vista gente in lacrime di fronte al negozio o all'utilitaria distrutta. Mica auto di lusso.

«Bene fa il governatore Roberto Maroni a mettere a disposizione un milione e mezzo di euro per risarcirli. Ma ora anche Comune e governo facciano la loro parte».

Quale parte?

«A Renzi dico che è troppo facile venire a Milano solo per tagliare il nastro dell'Expo in mondovisione. Metta un po' di soldi per chi rischia di avere la vita rovinata da quei delinquenti».

È una ferita anche simbolica.

«E infatti i milanesi hanno risposto con l'orgoglio e come solo loro sanno fare, scendendo in piazza un'ora dopo. Non per un corteo di protesta, ma per ripulire e rimettere in moto la città. E domani Forza Italia organizza una fiaccolata per loro».

Le forze dell'ordine come si sono comportate?

«Tutti i nostri complimenti, ma non possono lavorare con l'ordine di evitare il contatto. Di fronte ai violenti devono intervenire. Anche se dopo Genova a finire sul banco degli imputati sono sempre e solo i poliziotti e i carabinieri».

Commenti

buri

Dom, 03/05/2015 - 11:37

Visto che non sono capaci di manifestare le loro opinioni in modo pacifico, sarebbe giusto proibire le manifestzioni stesse, inoltre dobrebbe essere assolutamente vietato a cittadibi stranieri, anche se communitari, di venire in Italia per partecipare a manifestazioni politiche di qualsiasi tipo