Ora scoppia la tregua tra Lufthansa e sindacati

Berlno«Questo è il momento peggiore da quando lavoro nel settore, e cioè da vent'anni a questa parte». Le parole dell'amministratore delegato di Lufthansa, Carsten Spohr, nell'incontrare i famigliari delle vittime del volo Germanwings precipitato sulle Alpi francesi danno la misura dello choc subito dalla Germania e dalla sua compagnia di bandiera. Tedesco era il vettore partito da Barcellona e tedesco è il triste primato di 72 vittime su 150, inclusa un'intera scolaresca che stava rientrando da un viaggio di studio in Spagna.

Haltern-am-See, cittadina a nord di Düsseldorf, ha perso un'intera classe liceo locale, e con gli studenti sono morti anche due insegnanti. Con la presenza di Spohr a consolare i parenti delle vittime, Lufthansa ci mette la faccia: l'ad promette aiuto psicologico e finanziario ai familiari dei dispersi. La questione non si può comunque chiudere con un risarcimento. Germanwings, compagnia low cost per voli a corto e medio raggio, è controllata da Lufthansa e quest'ultima, ribadisce Spohr, «è davanti al momento più drammatico dei suoi 70 anni di storia».

Significative le reazioni dei piloti di Germanwings che, appena raggiunti dalla notizia della sciagura aerea, si sono rifiutati di continuare il loro lavoro, lasciando martedì a terra una quarantina di voli. Fra i primi a dimostrare comprensione per la decisione gli stessi dirigenti di Germanwings. Chiarito che lo sciopero improvvisato non era stato indetto per mancanza di fiducia nei confronti degli standard di sicurezza ma per esprimere solidarietà ai piloti e al personale di volo rimasti uccisi, il direttore della compagnia, Thomas Winkelmann, ha affermato di «capire» la decisione. «Quando si è scossi è meglio non volare: chi si mette in cabina di pilotaggio deve essere lucido al 100 per cento», spiega una pilota di Lufthansa.

La tragedia del volo Barcellona-Düsseldorf è anche destinata ad avere ripercussioni nel campo delle relazioni sindacali. Il disastro aereo ha colto la Germania nel pieno di un'ondata di proteste dei piloti che contestano alla compagnia di bandiera la modifica delle regole di pensionamento. L'ultima agitazione, durata ben quattro giorni contro l'annuncio iniziale di un'astensione dal lavoro di sole 24 ore, si era conclusa solo domenica scorsa ed è stata la tredicesima in pochi mesi. In prima fila Vereinigung Cockpit, bellicosa sigla autonoma dei piloti che, con i suoi ottomila iscritti, è riuscita a mandare nel pallone i cieli tedeschi.

Contro di lei e contro il sindacato autonomo dei macchinisti di locomotive si è mosso il governo, avanzando una legge che escluda dal tavolo delle trattative i sindacati minori. La gravità dell'incidente di martedì ha improvvisamente fatto cambiare il clima. Joerg Handwerg, portavoce dei piloti autonomi, ha sospeso ogni agitazione, affrettandosi a dichiarare che lo stop di martedì «non ha niente a che vedere con la sicurezza».