Ora Trump propone l'antidoping presidenziale «La Clinton si droga?»

Donald fa insinuazioni sull'avversaria: «Penso che sia pompata. Pronto anche io al test»

Valeria Robecco

New York La battaglia per la Casa Bianca sembra davvero non avere limiti: a lanciare l'ennesima provocazione è Donald Trump, che questa volta chiama in causa addirittura l'anti-doping. Il vulcanico candidato repubblicano non smette di stupire e suggerisce che prima dell'ultimo dibattito presidenziale in programma mercoledì lui e la rivale Hillary Clinton si sottopongano ad un test anti-droga, proprio come fanno gli atleti professionisti.

Il tycoon, parlando ad un comizio in New Hampshire, ripete come un mantra che a suo parere le elezioni sono «truccate dai media corrotti, i quali continuano a dire menzogne nel tentativo di far eleggere il loro presidente». Quindi lancia la bomba, insinuando che l'ex first lady sia «dopata»: «Io non so cosa le stia succedendo, ma quando è iniziato il dibattito Hillary sembrava su di giri - afferma Trump - mentre alla fine era senza forze e riusciva a malapena a raggiungere la sua macchina». Il re del mattone sta insomma ventilando l'ipotesi che l'avversaria democratica abbia assunto qualche sostanza al secondo dibattito presidenziale: «Volete sapere la verità? Sembrava pompata, penso che sia stata pompata». E per questo suggerisce che prima dell'ultimo confronto tv all'University of Nevada, a Las Vegas, entrambi siano sottoposti all'anti-doping. «Agli atleti fanno fare un test anti-droga, penso che dovremmo farlo prima del dibattito - continua - Io sono disposto a farlo». Da tempo The Donald sta mettendo in discussione la tenuta della Clinton, sostenendo che potrebbe non avere la forza e la resistenza necessarie per il ruolo di Commander in Chief, e sollevando preoccupazioni per le sue condizioni di salute. Ma mai si era spinto a tanto.

Da parte sua Hillary, che nel fine settimana non ha tenuto comizi per prepararsi al meglio all'ultimo confronto tv, non commenta, ma attraverso la sua campagna si limita a rispondere alle accuse sulle elezioni truccate dicendo che «la partecipazione dei cittadini dovrebbe essere incoraggiata, non dileggiata perché un candidato teme di perdere». Anche lo speaker della Camera, Paul Ryan, attraverso il suo portavoce prende le distanze dalla denuncia del candidato Gop: «La nostra democrazia è basata sulla fiducia nei risultati delle elezioni e Ryan confida nel fatto che gli Stati condurranno questa elezione con integrità», spiega Ashlee Strong.

Nel frattempo spunta un'altra donna, la nona, ad accusare di molestie il candidato del Grand Old Party. Cathy Heller, 63 anni, ha riferito al Guardian di aver incontrato il tycoon per la prima ed unica volta circa 20 anni fa al Mar-a-Lago, il suo resort di Palm Beach, in Florida. «Mi prese la mano e mi afferrò, poi cercò le mie labbra», ha raccontato, spiegando che poi lui insistette e riuscì a baciarla vicino alla bocca, quindi se ne andò. Nonostante l'ondata di accuse per molestie sessuali che lo ha travolto, e nonostante sia sempre più solo all'interno del partito, Trump non molla e rimane agganciato all'ex segretario di Stato: secondo l'ultimo sondaggio di Washington Post e Abc News, infatti, Hillary è avanti solo di 4 punti a livello nazionale, con il 47% contro il 43% in una gara a quattro (che include anche il candidato libertario Gary Johnson e la verde Jill Stein).

Quasi il 70% degli intervistati è convinto che il miliardario newyorkese abbia probabilmente fatto avances sessuali, e la maggioranza ritiene le sue scuse per il video sessista del 2005 non sincere, ma la polemica sembra avere solo un minimo impatto sul suo sostegno.