Pa, le nuove regole per i dirigenti: ora l'ateneo peserà quanto il voto

Anche l'università dove ci si è laureati peserà per un incarico nell'amministrazione

Non solo il voto di laurea, ma anche l'ateneo dove si è studiato servirà a fare la differenza nei concorsi pubblici. A parità di risultati, sarà infatti l'università frequentata a stabilire chi sarà più meritevole di un posto nella Pubblica amministrazione.

Lo si legge in un emendamento al ddl, appena approvato, che prevede dunque il superamento del voto minimo di laurea come unico requisito per accedere alle posizioni pubbliche. Non c'è soltanto questo, ma anche nuove nomre relative al licenziamento.

Se privi di un incarico per un certo periodo, i dirigenti pubblici potranno essere lasciati a casa, ma soltanto dopo una "bocciatura" sostanziale da parte dell'amministrazione.

Commenti

terzino

Gio, 02/07/2015 - 19:09

Allora il 50% delle università italiane è destinato a chiudere.

man73

Gio, 02/07/2015 - 19:48

immagino quanto pagheranno alcuni atenei per essere considerati migliori di altri pur non avendone i requisiti e quanto aumenteranno le tasse universitarie degli atenei considerati vip.

unosolo

Gio, 02/07/2015 - 20:07

sono cose vecchie che tutti i laureandi conoscevano ma nessuno le metteva nero su bianco , ci sono lauree e lauree , alla faccia di chi le diriga ma non si licenziano , il parassitario resta anche se non conta nulla.

cgf

Ven, 03/07/2015 - 08:22

e meno male che si parla di P.A. ed Uni pubbliche!! Se un'azienda privata rendesse pubblica lo stesso modo di fare la selezione sarebbe tacciata di razzismo, boicottata, sciopero generale, i talk-show avrebbero materiale per mesi.. anche per anni ed anni se a decidere tale cosa fosse stato un governo di centro-dx

paco51

Ven, 03/07/2015 - 08:30

Che caxxata! i titoli delle università sono tutti uguali! Ma che stupidaggine! Non hanno altro di meglio da fare?

amicomuffo

Ven, 03/07/2015 - 09:01

Infatti si è visto, come avere Mario Monti, professore alla Bocconi, abbia influito sull'andamento economico dell'Italia. Ci siamo ripresi alla grande! Ma andate a farvi friggere!

Gianca59

Ven, 03/07/2015 - 09:47

Lo Stato che dice a se stesso di avere delle università buone e non buone. E invece di migliorare le non buone (o chiuderle....) le usa come fattore discriminante. Una meraviglia.