Pacchetti choc e limiti al fumo: l'Italia importa i divieti europei

Al bando le confezioni con 10 sigarette. Obbligatorie le immagini di malattie e bare per sensibilizzare sui rischi del vizio. E le multe sono sempre più salate

Occhi che non possono più vedere, genitori che piangono su una piccola bara, donne che sanguinano tossendo: sono solo alcune delle immagini choc che presto vedremo sfilare tra i pacchetti di sigarette. Sono entrate in vigore da ieri, infatti, le nuove norme europee sul fumo, che ruotano attorno a una maggior consapevolezza dei rischi per la salute avvolti nella cartina di una sigaretta. Ma queste norme, che hanno tutto il sapore di un'agguerrita campagna di sensibilizzazione, e sono una novità per le altre nazioni in Europa, erano sia pure in piccola parte in vigore in Italia dallo scorso gennaio: quando un decreto ha messo al bando il fumo nelle auto per preservare la salute di minori e donne incinte, e inoltre ha vietato la vendita di sigarette elettroniche a fumatori sotto i diciotto anni.

Il nostro Paese recepisce, a partire da ieri, tutte le altre norme valide per l'intera Europa. Ovvero, lo stop alla vendita di pacchetti da dieci, la dimostrazione (illustrata da immagini) dei danni causati dal fumo, che occuperà almeno il 65% della confezione delle sigarette; poi, la rimozione di additivi che rendono il tabacco più gradevole e appetibile, dunque anche degli aromi caratterizzanti. Oltre alle immagini sulla cecità, sul pericolo di vita per i nascituri se la madre fuma durante la gestazione, e la tosse che macchia di sangue un fazzoletto, vedremo sulle sigarette gli esiti dell'ictus e della disabilità, quelli dell'impotenza negli uomini, gli effetti della chirurgia polmonare, dell'ostruzione delle arterie (che porta all'amputazione delle dita, per esempio), e ancora chemioterapie su pazienti oncologici. Perché il fumo può procurare tutti questi scenari.

Cosa non potremo più fumare? I minorenni non potranno più acquistare non solo le sigarette o il tabacco, ma anche quelle elettroniche, e così pure liquido di ricarica con presenza di nicotina. Agli adulti, invece, è imposto un tenore massimo di concentrazione di nicotina (mai superiore a 20 mg/ml), un volume massimo delle cartucce, dei serbatoi e dei contenitori di liquidi. Bando alle componenti promozionali. Quanto ai produttori, dovranno notificare i nuovi prodotti agli Stati membri prima dell'immissione sul mercato. Stop definitivo alle confezioni da dieci sigarette, il cui costo limitato incoraggerebbe i più giovani ad acquistarle. Il tabacco sfuso, invece, non potrà superare i 30 grammi. Sarà inoltre vietata la vendita del tabacco per uso orale.

Restrizioni anche in tv: bando, infatti, alla pubblicità di liquidi o ricariche per sigarette elettroniche che contengano nicotina, negli intervalli di programmi destinati ai minori e nel quarto d'ora precedente o successivo a questi contenitori nella fascia oraria tra le 16 e le 19. E dov'è che non potremo fumare? In auto, come detto, se viaggiamo con noi minori o gestanti (salatissime le sanzioni). Niente più fumo nelle strutture universitarie ospedaliere e nei presidi ospedalieri, negli istituti di ricerca scientifica e in quelli di cura pediatrica.

Poi, attenzione alle multe. Chi vende fumo (tabacco, anche da masticare, sigarette e sigarette elettroniche) ai minori sarà sanzionato da un minimo di 500 euro a un massimo di 3mila. Oltre alla multa, è prevista la sospensione per quindici giorni della licenza all'esercizio dell'attività; e, se sorpresi a vendere più volte, gli esercenti saranno sanzionati da un minimo mille euro a un massimo di 8mila: la licenza, in tal caso, viene addirittura revocata.

Una vera e propria stoccata all'industria del fumo, il cui impatto non si sentiva dalla legge antifumo del 2003 (la legge Sirchia), che aveva bandito le sigarette accese dagli spazi pubblici e dai posti di lavoro.