Padoan: "Banche alla svolta". E Bruxelles "grazia" l'Italia

La lettera della Commissione Ue dà l'ok ai margini per la flessibilità. Visco all'assemblea Abi: "Il sistema tiene2

L'economia ha «ripreso forza» e i salvataggi bancari varati dal governo con fondi pubblici hanno salvato l'Italia dal bordo del baratro in cui si era pericolosamente avvicinata, «dissipando i rischi della tenuta del sistema» del credito, come ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. L'assemblea dell'Abi, la Confindustria delle banche, ieri si è svolta in un clima di sollievo generale: la messa in sicurezza delle banche venete e del Monte dei Paschi consente di guardare con maggiore serenità al futuro. Anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan ha sottolineato che «il peggio è alle spalle», mentre il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, ha ribadito che «i rischi sistemici sono stati eliminati».

Nel pomeriggio, infatti, Via XX Settembre ha ricevuto un'altra buona notizia da Bruxelles: il vicepresidente della Commissione Ue Dombrovskis e il commissario agli Affari economici Moscovici hanno accettato la proposta di Padoan di effettuare una correzione del deficit di 0,3 punti di Pil nel 2018 anziché dello 0,8%, come previsto dal Fiscal Compact, pur rimarcando la duplice esigenza «di sostenere la ripresa e garantire la sostenibilità dei conti pubblici». Insomma, non saranno tollerate mance e bonus a pioggia ma i circa 8,5 miliardi di flessibilità concessi dovranno essere utilizzati per consentire all'Italia di beneficiare del ciclo macroeconomico positivo stante la prosecuzione del percorso di riduzione del debito.

Si tratta delle due circostanze evidenziate dallo stesso Padoan nel suo intervento. «Bisogna valutare con attenzione come utilizzare lo spazio fiscale soprattutto se limitato: non tutti i tagli di tasse hanno lo stesso effetto», ha chiosato aggiungendo che «la via maestra per abbattere il debito sia più crescita», ma che «lo sforzo riformatore è fondamentale» perché «la revisione della spesa ha consentito di finanziare misure espansive». Una sottolineatura macroeconomica strettamente collegata allo status del sistema bancario italiano: se il flusso delle sofferenze sta progressivamente diminuendo, è perché le imprese ora sono maggiormente in grado di onorare i propri debiti. Non è mancata una puntualizzazione circa «il pieno rispetto delle regole europee» nelle operazioni di salvataggio, come riconosciuto sia dall'Eurogruppo che dall'Ecofin.

I discorsi dei tre oratori (Visco, Padoan e Patuelli) ieri avevano un minimo comun denominatore: il Paese deve proseguire nel percorso di riforme. Quasi un caveat a chi dalle parti di Largo del Nazareno vorrebbe imporre una pausa al cammino fin qui tenuto. Ci vuole «impegno da parte di tutti, lungimiranza e interventi volti a lenire i costi della transizione», ha detto Visco invitando «le banche a recuperare un livello adeguato di redditività». Tra le varie sottolineature del governatore la richiesta di «una pausa nel processo di cambiamento delle regole» di patrimonializzazione delle banche (Basilea 3 più i nuovi cuscinetti di capitale per attutire le perdite su crediti) allo scopo di evitare un aumento dell'incertezza. A questo scopo ha invitato le nascenti holding del credito cooperativo, Iccrea e Ccb, a «prepararsi per tempo» al comprehensive assessment della Bce e ha ripetuto ancora una volta che nel prossimo futuro bisognerà evitare casi come quelli delle venete e di Mps, preparando «l'uscita dal mercato» dei soggetti più deboli «con aggregazioni o cessioni».

Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo (che ha rilevato gli asset sani di Pop Vicenza e di Veneto Banca) ha ricordato «l'operazione che ha consentito di salvare 50 miliardi di risparmio, di tutelare due milioni di famiglie, 200mila imprese e 10mila famiglie che potevano essere in difficoltà» senza compromettere la solidità del gruppo. Il presidente dell'Abi Patuelli, che ha sollecitato la magistratura ad «accertare e perseguire tempestivamente tutti i responsabili delle crisi», ha ricevuto il plauso del sindacato. «È l'unico presidente che negli ultimi dieci anni ha condiviso la difesa dei posti di lavoro», ha commentato Sileoni della Fabi.

Commenti

Marcello.508

Gio, 13/07/2017 - 09:08

Grazia l'Italia purché "certo andazzo" nel Mediterraneo continui, senza se e senza ma.