Padre evade dai domiciliari per picchiare il prof del figlio

A Torino un ragazzo prende a bastonate un compagno A Padova 38enne mette un'ascia nello zaino della figlia

Bastoni tra i banchi di scuola, asce negli zainetti dei figli e due schiaffi agli insegnanti che sbagliano. Le aule degli istituti scolastici italiani sono teatro di violenze di ogni tipo.

Ieri mattina in liceo di Avigliana, nel Torinese, un maggiorenne si è diretto in classe dove ha picchiato con una mazza da hockey un minorenne. Nel parapiglia che ne è seguito sono rimasti coinvolti altri quattro ragazzi e sul posto sono intervenuti i carabinieri. I militari hanno sentito il padre del giovane aggressore e dal colloquio è emerso che alla base della violenza vi sarebbe una reiterata presa in giro dovuta a diversi gusti musicali. Il genitore ha spiegato che il figlio compone rap e gli altri coetanei lo deridevano per la sua musica.

A Padova, invece, un uomo ha nascosto un'ascia, con cui ha minacciato di fare a pezzi il rivale, nello zainetto di scuola della sua bimba. All'origine dell'episodio dissapori tra un cinquantenne e la moglie di un trentottenne, entrambi residenti nella stessa zona della città. I due ieri si sono incontrati in strada e il più giovane ha minacciato il rivale, gridandogli: «Ti faccio a pezzi». La moglie dell'altro, allora, ha fermato una pattuglia della polizia locale. Quando gli agenti hanno cercato di mettere pace, il 38enne ha cercato di allontanarsi, spiegando che nell'auto parcheggiata poco più in là c'era la figlioletta di pochi anni. Poi ha fatto scendere la bambina, dicendole di raggiungere la madre in fondo alla strada e mettendole in spalla un grosso zaino. Quando i vigili insospettiti hanno controllato l'interno, hanno trovato una pesante accetta affilata invece dei libri. In macchina, poi, il trentottenne aveva un coltellino, nascosto nel bagagliaio. A quel punto è stato denunciato e gli è stato ritirata una pistola calibro 9 con due caricatori e undici proiettili e sospeso il porto.

Scene di ordinaria follia anche a Gela dove G.S., pregiudicato di 37 anni, è stato arrestato perché evaso dai domiciliari per picchiare il professore del figlio, «colpevole» di aver rimproverato in classe lo studente perché disturbava.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti il giovane, dopo aver ricevuto una nota sul registro, «con tono minaccioso» aveva preteso che gli fosse tolta. L'insegnante, dopo aver rimproverato e ricondotto al proprio posto il ragazzo, aveva ripreso regolarmente le lezioni. Poco dopo, però, nell'istituto si è presentato il nonno del giovane per parlare con il professore. Ma mentre il docente dava spiegazioni all'uomo, è stato colpito da dietro con un pugno all'occhio. L'autore del gesto, il padre dello studente che si trovava ai domiciliari, è stato arrestato e condotto in carcere. L'accusa per lui è di evasione.

Per finire a Foggia un insegnante di scuola ieri è stato preso a schiaffi dal padre di un'alunna. Poco prima il docente aveva sgridato la ragazzina perché era fuori dalla classe.