La pagliacciata dei maestri: (finto) digiuno per lo ius soli

Politica sulla pelle dei bambini: pasti saltati e in classe con un nastrino. Nuova offensiva di Grasso e Boldrini

I us soli, ovvero la battaglia per un diritto che interessa più la politica che i migranti. Lo ius soli è diventato merce da campagna elettorale e anche la seconda e la terza carica dello Stato, il presidente del Senato, Pietro Grasso e quello della Camera, Laura Boldrini, dimentichi del loro ruolo super partes, insistono sulla necessità di approvarlo subito. Prima della fine della legislatura. E così il tema della riforma della cittadinanza viene agitato come un randello dalla minoranza bersaniana e dalla sinistra fondamentalista per colpire sia il segretario del Pd, Matteo Renzi sia il governo di Paolo Gentiloni, accusati di scarso coraggio e opportunismo. Il Pd è lacerato sul tema. Un gruppo di parlamentari, guidato da Luigi Manconi ed Elena Ferrara (Pd) e Paolo Corsini (Mdp) ha promosso uno sciopero della fame per portare in aula al più presto lo ius soli arenato al Senato condiviso anche dai radicali. E al digiuno ieri hanno simbolicamente aderito anche un migliaio di docenti, mobilitati in occasione del giorno della memoria, fissato il 3 ottobre, data in cui quattro anni fa in un naufragio 368 migranti persero la vita a largo di Lampedusa.

La scelta dei docenti è stata aspramente criticata dalla Lega. «La scuola non è una sezione del Pd - dice Barbara Saltamartini- Abbiamo predisposto un'interrogazione urgente sul comportamento scorretto di questi educatori che fanno propaganda politica».

A Lampedusa, definita la porta dell'Europa, ieri si sono recati per la commemorazione oltre allo stesso Grasso anche il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, quello dell'Interno Marco Minniti ed il commissario europeo Dimitris Avramopoulos

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«Possiamo trovare delle finestre nell'ambito dei calendari per potere affrontare questo problema - afferma Grasso - Dipende dalla volontà di calendarizzazione di questa maggioranza per fare questa battaglia fino in fondo». E anche la Boldrini ieri è tornata all'attacco definendo un grave errore rinunciare alla legge sulla cittadinanza. «Auspico che noi si possa entro questa legislatura approvare la legge sulla cittadinanza - afferma - Non farlo sarebbe un errore, la manifestazione di una subalternità politica. Significherebbe fare la cosa sbagliata».

Eppure a criticare questa riforma della cittadinanza son intervenuti anche intellettuali come Ernesto Galli della Loggia che ancora un paio di giorni fa avanzava perplessità tra le altre cose sulla concessione della cittadinanza italiana senza dover rinunciare a quella originaria. O ancora Luca Ricolfi che ha accusato la sinistra di essere cieca rispetto all'emergenza dell'immigrazione e soprattutto di aver sottovalutato le paure degli italiani. E pure Giovanni Sartori, scomparso qualche mese fa, aveva definito lo ius soli «un'idea demente».

Dire no a questa legge non rappresenta in alcun modo una sospensione di diritti per i migranti né si chiudono le porte a chi ha diritto all'asilo. Gli stranieri nel nostro Paese hanno comunque diritto all'assistenza sanitaria e i loro figli all'istruzione, come i loro coetanei italiani. Lo sanno bene quei professori che ieri hanno fatto lo sciopero della fame e che nelle loro classi accolgono tutti i giorni allo stesso modo gli stranieri e gli italiani.

Commenti

Romolo48

Mer, 04/10/2017 - 14:06

Sciopero della Fame? Lasciateli scioperare!!

Giorgio5819

Mer, 04/10/2017 - 15:55

Povera gentaglia comunistoide, licenziamento in tronco e inibizione all'insegnamento a vita.

Ritratto di paola2154

paola2154

Mer, 04/10/2017 - 16:53

Peccato, se avessero continuato, un po' a lungo, sarebbe stata un'opportunità per la scuola