La pagliuzza di Bari e la trave di Trani

A nome del Tribunale Dreyfus ed insieme all'avvocato Walter Biscotti ho presentato alla Procura di Roma un esposto in cui si chiede che la magistratura solleciti il Tribunale dei ministri ad indagare sulle singolari circostanze, emerse dal processo in corso a Trani, che spinsero il governo Monti nel 2011 a pagare alla banca d'affari americana Morgan Stanley due miliardi e seicentomila euro di penale a seguito del declassamento della nostra economia stabilito dalla agenzia di rating Standard & Poor's, agenzia partecipata dalla stessa Morgan Stanley.

La notizia è stata tranquillamente ignorata dalla stragrande maggioranza della stampa italiana. Che ha preferito dedicare il massimo dell'attenzione alle intercettazioni delle telefonate tra Berlusconi e Tarantini depositate al tribunale di Bari. La circostanza meriterebbe di essere trattata in uno dei tanti corsi che l'Ordine ed il sindacato dei giornalisti organizza per l'aggiornamento professionale e deontologico della categoria. Per informare i più giovani e confermare nei più vecchi addetti all'informazione italiana come nel nostro paese il «cane da guardia» della democrazia sia abituato ad abbaiare non sulla base dei principi di correttezza e completezza dell'informazione ma su quelli delle proprie convinzioni politiche e della regola ferrea dei due pesi e delle due misure.

La pubblicazione delle telefonate intercettate dalla magistratura tra Berlusconi e Tarantini sono prive di qualsiasi rilevanza penale. Servono semplicemente ad alimentare la campagna di discredito moralistico nei confronti del Cavaliere alla vigilia della scadenza della sua pena ai servizi sociali e, soprattutto, della pronuncia della Cassazione (...)

(...) sull'appello dei pm alla sua assoluzione nel processo Ruby. La pubblicazione delle telefonate, prive di valore penale ma anche prive di rivelazioni pruriginose, non risponde a una esigenza informativa ma solo a una necessità politica: creare un clima moralisticamente ostile al Cavaliere per condizionare il giudizio della suprema Corte.

Nessuno, neppure il più intransigente nemico di Berlusconi, nutre dubbi a questo proposito. Ancora una volta il circolo mediatico si è messo al servizio della giustizia ad orologeria per colpire con gli strumenti giudiziari il proprio avversario politico.

Allo stesso modo nessuno nutre dubbi sulla ragione per cui lo stesso circolo mediatico abbia azzittito i propri latrati per nascondere che, mentre il governo Monti faceva «i compiti a casa» imponendo sacrifici pesanti agli italiani, lo stesso governo pagava sull'unghia e senza alcuna istruttoria due miliardi e seicentomila euro ad una banca d'affari americana come penale per un declassamento stabilito da una agenzia di rating di proprietà della banca stessa. Quelle somme avrebbero potuto impedire la tragedia degli esodati! Ma mentre la Fornero piangeva, Monti pagava senza battere ciglio. Sulla base di impegni assunti nel lontano 1994 dall'allora governo Ciampi e senza che quegli impegni fossero mai fatti applicare in precedenza.

Bastano queste circostanze per suscitare qualche interrogativo e qualche preoccupazione non solo per il passato del nostro Paese ma soprattutto per il suo futuro? La nostra è una nazione sovrana o è al servizio, attraverso i terminali italiani di oscuri banchieri stranieri, di un certo tipo di finanza internazionale?

A regola non solo una stampa «cane da guardia» della democrazia ma anche una stampa «botolo di compagnia» dei «poteri forti» avrebbe dovuto porsi interrogativi del genere. Invece nulla di tutto questo. Tanto polverone su Berlusconi e solo silenzio assoluto sulla sovranità calpestata e sulle tasche depredate dei cittadini. Vergogna!