Palermo, il test dello spoglio finisce online Cuffaro abbraccia il candidato forzista

Ferrandelli, passato dal Pd a Fi, corre contro il quinto mandato di Orlando

Angelo Amante

Palermo Trasformisti e gattopardi. Baci e baci. Abbracci tra antichi nemici, strizzate d'occhio. Risorti, veterani e capipopolo. Altro che Sicilia laboratorio politico. A Palermo, che oggi vota per il sindaco, si è andati oltre. Alleanze inverosimili e rese dei conti dentro i partiti sono state la cifra della campagna elettorale appena conclusa. Tra colpi di scena, accuse reciproche e polemiche siamo alla resa dei conti.

L'ultima disputa l'ha scatenata il sito ufficiale del Comune che ieri pomeriggio, forse per una prova tecnica, ha pubblicato i risultati inventati del voto in cinque sezioni. Lo spoglio immaginario dava in vantaggio il sindaco uscente Leoluca Orlando, con un margine tale da consegnargli la vittoria al primo turno. Fratelli d'Italia, che sostiene Ismaele La Vardera, annuncia un'interrogazione parlamentare in risposta «a una violazione gravissima della legge», afferma Giorgia Meloni. Orlando riuscirà davvero a tornare a Palazzo delle Aquile per il suo quinto mandato? Per l'eterno primo cittadino, che salvo qualche pausa è al timone dal 1985, la parola d'ordine è continuità. Sarà invece il turno di Fabrizio Ferrandelli, già candidato per il centrosinistra, che ci riprova con l'appoggio di Forza Italia? Innovazione, start-up, smartcity e inglesismi vari hanno segnato la rincorsa dell'ex delfino di Orlando, che oggi sogna di buttare il vecchio re giù dal trono. Senza sottovalutare i grillini. Ugo Forello, finito nella guerra tra bande del M5s nel capoluogo siciliano, crede nel ballottaggio. I 5 Stelle sono stati azzoppati dal caso firme false. Se nessuno dei contendenti dovesse centrare il 40 per cento si andrà al replay, già fissato per il 25 giugno.

Da quando ha messo piede fuori dal carcere di Rebibbia, Totò Cuffaro è andato in Burundi a fare il medico volontario. Tornato in Sicilia ha ripreso a fare politica, diventando una presenza ingombrante di queste Comunali. L'ex presidente della Regione, che ha scontato 4 anni e 11 mesi per favoreggiamento aggravato alla mafia, ha le stimmate dei vecchi dc. Ha saputo mantenere a galla la nave nel mare in tempesta, conservando stima e fedeltà da parte dell'equipaggio. Oggi sostiene Ferrandelli tramite la lista Cantiere popolare del deputato Saverio Romano. Cuffaro taglia, cuce, media. E se interpellato risponde, com'è successo tre giorni fa. Grillo, parlando dallo Zen, ha sottolineato il nuovo attivismo dell'ex governatore: «Ha ripreso a baciare la gente nei bar. Lo voglio fare anch'io ma con la lingua, per farlo soffocare». Il riferimento è a una vecchia abitudine di Cuffaro, soprannominato Totò vasa vasa per il suo modo caloroso di salutare. Cuffaro un bacetto glielo darebbe pure, «ma senza lingua. Io e Beppe, almeno in questo, siamo uguali». E che dire degli avvitamenti del Pd? Dopo aver fatto opposizione per 5 anni, i dem hanno deciso che alla fine Orlando non è poi tanto male. E neppure Alfano, che litiga con Renzi un giorno sì e l'altro pure. A Palermo correranno insieme col sindaco uscente, sotto le insegne dei Democratici e popolari. Contro Ferrandelli, il giovane di belle speranze passato dalla parte del nemico.